Archivi autore: Gino Buzzanga

Per la Generazione Z la priorità è recuperare il tempo perduto

Nell’aria si respira un cauto ma discreto ottimismo, e con l’allentamento delle misure di sicurezza sono soprattutto le generazioni più giovani a iniziare a pianificare come poter recuperare il tempo trascorso in quarantena, ovvero, il tempo ‘perduto’.  Uno studio condotto da Pinterest evidenzia come nel mondo post-pandemia, grazie anche a prospettive più positive, i giovani desiderino fare tutto ciò a cui hanno dovuto rinunciare per mesi, cercando attivamente l’ispirazione per tornare a viaggiare, organizzare feste, e sfruttare occasioni future in cui poter sfoggiare look e make up audaci. E la generazione Z, ovvero i nati fra il 1997 e il 2010, è il segmento di pubblico che più degli altri è alla guida delle ultime tendenze.

Obiettivo vacanze, le ricerche aumentano

Non è un caso che le ricerche di questa fascia di utenti su Pinterest siano quasi raddoppiate rispetto all’anno scorso (+96%), mentre quelle per utente sono aumentate del 31%. Le ricerche riflettono infatti il desiderio dei giovani di ‘cogliere l’attimo’ e tornare a vivere. Tra gli utenti della generazione Z, le ricerche di “destinazioni vacanze da sogno” sono infatti aumentate di 13 volte, quelle di “vacanze di lusso” di 6 volte e quelle di “consigli per fare le valigie” sono quadruplicate. Che sia per il breve o per il lungo termine, i più giovani stanno pianificando la prossima vacanza e anche l’acquisto di prodotti come “zainetti carini” (+2x) e “look da viaggio per ragazza” (+20x).

Organizzare una festa indimenticabile

Tra le persone c’è tanta voglia di socialità, e la generazione Z, in particolare, sta cercando nuovi modi per divertirsi con gli amici e organizzare feste memorabili. Gli utenti di questa fascia di età investono tempo ed energie in feste a tema, come “idee festa a tema Euphoria” (+43x), “feste a tema eccezionali” (+8x), e “festa cena con delitto” (+7x).
Cercano anche idee di outfit per ogni occasione. Le ricerche di “outfit per cena romantica” sono aumentate di 30 volte, quelle di “outfit appuntamento al bar” di 9 volte, e quelle di “acconciature per feste” di 6 volte.

Cosa indossare al posto della tuta e make up audace

Mentre si fa sempre più concreta la possibilità di superare la pandemia, gli utenti della generazione Z esprimono tutta la gioia e la positività attraverso il look. Durante il lockdown, hanno avuto modo di scoprire il proprio vero stile, ma adesso mostrano di voler trasformare le idee in realtà. Tra le ricerche che vanno per la maggiore, riferisce Ansa, ci sono articoli di moda come “pantaloni zebrati” (+14x), “gonna scozzese” (+12x) e “gioielli hippie” (+16x). La bellezza è da sempre una delle categorie più popolari di Pinterest e la generazione Z non fa eccezione. I suoi utenti sono alla ricerca di idee e prodotti per dare vita a make up che non passino inosservati. Le ricerche di “makeup e-girl” sono aumentate di 45 volte, quelle di “trucco alternativo” di 60 volte, e quelle di “makeup occhi creativo” di 24 volte.

Le imprese dell’area euro a maggio rafforzano l’attività. Indice Pmi in salita

A maggio 2021 le imprese europee rafforzano la propria attività, con l’indice Pmi, il Purchasing managers index, che arriva a sfiorare quota 60 punti, un punteggio che si attesta sui massimi da 3 anni, mentre il flusso di ordini in entrata risulta ai massimi in 15 anni. Si tratta di un dato elaborato dalla società di ricerche Ish Markit, che sviluppa l’indice Pmi, per il quale se 50 punti rappresentano la soglia di ‘neutralità’ oltre i 50 rappresentano la crescita e sotto i 50 la recessione. Secondo Ish Markit sull’insieme di industria e servizi dell’area euro questo indicatore a maggio è passato precisamente dai 53,8 di aprile ai 56,9 punti di maggio, il punteggio massimo da 39 mesi.

Terziario a 55,1 punti, il manifatturiero quasi invariato a 62,8 punti

Sempre secondo la società di ricerche a migliorare decisamente è anche il settore terziario, con il relativo indice Pmi passato a maggio a 55,1 punti rispetto i 50,5 del mese precedente, mentre il manifatturiero nei due mesi è rimasto quasi invariato a 62,8 punti. L’ottimismo per i prossimi 12 mesi continua quindi a segnare nuovi record. D’altronde, anche gli indicatori dei prezzi aumentano, e come rileva Ish Markit nel manifatturiero toccano il massimo storico. Questo perché la domanda continua a superare l’offerta per molti prodotti e servizi.

Un miglioramento dovuto alla diminuzione delle misure anti contagio

“Con la riapertura dell’eurozona a seguito dell’allentamento delle restrizioni anti Covid-19, la domanda per beni e servizi all’interno della regione è cresciuta al tasso più alto in 15 anni – afferma il capo economista di Ish Markit, Chris Williamson -. Le misure di contenimento del virus sono diminuite al livello più basso dallo scorso ottobre, facilitando quindi il miglioramento. La crescita sarebbe stata ancora più forte se non fosse stato per i ritardi record nella catena di distribuzione e per le difficoltà nel riattivare velocemente l’attività delle aziende al fine di soddisfare la domanda, specialmente nel riavvio delle assunzioni”.

Pressione dei prezzi sui beni e aumento delle tariffe per i servizi

Secondo Williamson però lo squilibrio tra offerta e domanda ha aggiunto ulteriori pressioni sui prezzi, riferisce Askanews. “La durata di queste pressioni inflazionistiche dipenderà da quanto velocemente l’offerta si allineerà con la domanda – puntualizza Chris Williamson -. Al momento però il divario sta peggiorando, causando la più forte pressione dei prezzi sui beni mai registrata dall’indagine, e l’aumento delle tariffe per i servizi”.

Le donne italiane vogliono vedere le influencer senza filtri

Selfie ritoccati, utilizzo abbondante di filtri che migliorano l’aspetto, per apparire più belle e più giovani su Instagram e i social in generale. Una tendenza che “colpisce” soprattutto le influencer, la cui necessità di essere considerate un modello da seguire e imitare, è un imperativo.

Ma non tutti sono d’accordo sull’uso di filtri e ritocchi virtuali. Nelle scorse settimane è stato realizzato uno studio sull’utilizzo dei filtri nei social network, e secondo i risultati della ricerca oltre l’80% delle intervistate ha dichiarato che vorrebbe vedere le persone come realmente sono, e non modificate dai filtri.

L’autorità di controllo della pubblicità inglese dice no

Si tratta di un sondaggio realizzato da Twelab, il brand specializzato in cosmetica per under 30, al quale hanno partecipato oltre 800 ragazze e donne delle principali città italiane, con età compresa tra i 18 e i 30 anni. Lo studio è nato in seguito alla decisione dell’ASA, l’autorità di controllo della pubblicità inglese, di vietare l’uso dei filtri nei post sponsorizzati degli influencer per prodotti di make up e skincare.

Su Instagram le immagini sono troppo modificate e non rappresentano la realtà

In ogni caso, dal sondaggio condotto in Italia è emerso che l’84,3% delle intervistate ritiene che le immagini postate su Instagram siano troppo modificate e non rappresentino la realtà, mentre il 15,7% pensa, al contrario, che la questione “non crei alcun disturbo”.

In Italia non esistono normative a riguardo, ed è per questo motivo che Twelab ha deciso di promuovere la causa inserendo il payoff forget filters, ovvero “dimentica i filtri”, in tutta la comunicazione dei suoi prodotti, vietando quindi alle influencer con cui collabora di usare filtri che alterino i risultati dei prodotti delle linee per la skincare. Nel sito dell’azienda si legge infatti: “La nostra visione è quella di un mondo dove ogni donna possa sentirsi bella per com’è, senza filtri, senza ‘Photoshop’. Il nostro pay off ‘forget filters’ è la nostra visione”.

No a pubblicità che non mostrano l’aspetto reale della pelle

Ma oltre al Regno Unito, anche altri Paesi si stanno muovendo o si sono già mossi nella stessa direzione. A partire dalla Francia, che già nel 2017 aveva promulgato una legge con la quale si obbligavano a indicare con il termine “fotografia ritoccata” tutte le immagini commerciali nelle quali il soggetto è stato ritoccato. Le autorità ora si stanno focalizzando in particolare su tutti i filtri che possono cambiare la grana o il colorito della pelle, e quindi alterare l’effetto dei prodotti pubblicizzati. Diremo veramente addio alle influencer senza filtro? Chissà. Per ora la questione è stata sollevata.

 

Lampade di design: la soluzione per un arredo di stile

Talvolta, per abbellire un angolo di una casa, di ufficio o di negozio, la scelta migliore è quella di puntare su delle lampade di design. Per scegliere la soluzione più adatta a determinati ambienti, bisogna guardare nel dettaglio tutto quello che è il contesto ed inoltre, scegliere anche lo stile giusto per comunicare il messaggio che si vuole.

Di lampade artistiche ve ne sono tantissime e la scelta di quella giusta dipende dai propri gusti personali e anche da quelle che sono le esigenze di spazio.

Vediamo allora insieme quali sono le migliori lampade da design e soprattutto, come scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Le differenti tipologie di lampade artistiche

Vi sono diverse tipologie di lampade artistiche tra cui vale la pena scegliere. Innanzitutto, bisogna distinguerle in lampade da tavolo, lampade da terra e lampade a sospensione.

Le lampade da tavolo rappresentano la più diffusa tipologia di lampada artistica. Talvolta tale elemento può essere realizzato da designer famosi oppure realizzata con dei materiali particolari che la rendono unica nel suo genere. Vi è solo l’imbarazzo della scelta per quanto concerne le forme e le strutture.

Poi vi sono le lampade da terra. Realizzate in vetro oppure stoffa, in metallo o altri materiali: sono strutture che riescono a riprendere delle forme particolari, con elementi di stile unici nel proprio genere.

Talvolta vanno scelte in quanto arrederanno da sole un intero angolo di una casa piccola, di uno studio oppure di un ufficio. Infine, vi sono le lampade a sospensione. Queste lampade di design sono ideali per chi non ha molto spazio, ma non vuole rinunciare ad un elemento di stile unico.

I diversi stili di una lampada artistica

Una lampada artistica può essere realizzata e richiamare gli stili più diversi. Vi sono quelle Decò, quelle con uno stile classico, uno stile moderno oppure uno stile vintage.

La scelta, dipende un po’ da quello che è l’arredamento di insieme ma soprattutto bisogna trovare lampade in grado di sublimare la materia e di riuscire, con forme uniche e particolari a dare un effetto completamente unico all’ambiente in cui desideri inserirle!

Primo trimestre 2021, aumenta l’importo medio dei mutui richiesti

Tra gennaio e marzo 2021 l’importo medio richiesto agli istituti di credito per i mutui è cresciuto del 2,5%, arrivando a 137.479 euro. Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi, e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa.

“Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato a offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti – spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it – tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia”.

Secondo l’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it aumenta anche la durata del piano di ammortamento medio, che probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a 23 anni.

Aumenta il tasso fisso

Sebbene le condizioni applicate dalle banche siano rimaste favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso, e questo ha prodotto un lieve aumento dei tassi fissi. Il rincaro è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%.

Ancora basso il tasso variabile, ma più di 9 mutuatari su 10 scelgono il fisso

Ancora molto basso, invece, il tasso variabile. Ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio è pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili. Secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, a oggi non si è registrata un’inversione di tendenza, e più di 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso. L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo Facile.it nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 22%.

Addio alla surroga? Niente affatto

Va considerato, però, che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti. Inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico, se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo, e che negli scorsi anni, tanti italiani hanno già approfittato di questa opportunità. Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora. Nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia.

 

Gli italiani over 60 italiani sono sempre più tech

Gli over 60 italiani non hanno paura delle nuove tecnologie, anzi: le gestiscono sempre di più, in assoluta autonomia. La fotografia del rapporto fra la generazione d’argento e il mondo hi-tech è stata scattata da AstraRicerche per conto di Emporia, produttore di smartphone, app e feature phone per la generazione over 60, e ha riservato numerose sorprese. Innanzitutto, anche gli italiani più “grandi” sono in grado di prendere decisioni autonome in termini di acquisto e supporto nell’utilizzo dei dispositivi mobile: anche senza aiuti di figli e nipoti, le persone anziane decidono per sé e si autogestiscono. I dispositivi cellulari sono infatti diventati una seconda natura per gli anziani. E rappresentano uno strumento importante non solo per combattere la solitudine, ma anche per affrontare tutti gli impegni della vita quotidiana.

Alla tecnologia ci penso io

Qualche dato che conferma questo cambiamento epocale, e che chi opera nel settore dovrà tenere presente: il 65,1% degli intervistati dichiara di aver completato il processo di acquisto del proprio dispositivo telefonico mobile da solo. Mentre solo il 24,5% degli intervistati dichiara di aver lasciato l’onere a figli o parenti di altro grado. Però, nonostante questa disinvoltura, le informazioni necessarie a completare l’acquisto rimangono comunque prerogativa di persone terze. Infatti il 30,3% del campione intervistato si affida per consigli e suggerimenti a parenti e amici. Seguito da un 27,6% che si lascia guidare dal personale di vendita. Con internet, che lascia intendere una ricerca autonoma da parte del senior, al 20,7%. In ogni caso dai dati risulta che solo una piccola parte dei senior si disinteressa totalmente al processo di acquisto (17,2%), evidenziando una centralità delle persone over 60 nell’intero processo decisionale. Un po’ diverso è invece il discorso relativo al primo utilizzo del nuovo device:  il 51,9% degli intervistati ha infatti dichiarato che, nei primi momenti di uso del loro cellulare, non ha avuto bisogno di aiuto, mentre il 39,7% si è affidato ai parenti.

Lo smartphone preferito rispetto a modelli “facili”

Gli italiani più in là con l’età non hanno paura nemmeno dei modelli più recenti. Ne è conferma il fatto che il 71,1% del campione preferisce un modello con tastiera touch e funzionalità integrate rispetto al tradizionale telefono clamshell o con tasti fisici. Inoltre questa percentuale si compone principalmente di senior nella fascia di età più giovane, che va dai 65 ai 74 anni. Solo il 10,5% di intervistati invece dichiara di non possedere alcun dispositivo mobile. E chi non ce l’ha – in prevalenza over 75 – afferma che la scelta è motivata dalla scomodità e dai prezzi alti. Anche le app non suscitano nessun timore, specie se si tratta di quelle di messaggistica che hanno permesso di non avvertire la solitudine nel locakdown: il 70,2% le utilizza senza problemi.

Nuovo climatizzatore: meglio ad inverter o on-off?

Quando abbiamo necessità di individuare il climatizzatore d’aria che possa fare al caso nostro, diventa importante riuscire a capire qual è la loro potenza, quella necessaria per poter lavorare efficacemente su un determinato ambiente, ma anche capirne il funzionamento.

Bisogna sapere innanzitutto che esistono i condizionatori che funzionano con la tecnologia inverter e quelli che funzionano con la tecnologia on-off.

La tecnologia ad inverter

Questa tecnologia permette di poter regolare automaticamente sia la potenza che la velocità con la quale il condizionatore andrà a funzionare. Dunque grazie a questa tecnologia, presente anche in tantissimi modelli di climatizzatori Samsung, è possibile andare a gestire la temperatura all’interno del nostro appartamento così come fanno ad esempio i termostati.

In sintesi, raggiunta la temperatura che è stata impostata, l’inverter rallenterà l’azione del climatizzatore, facendolo funzionare al minimo e dunque tanto quanto è necessario per mantenere la temperatura che è stata raggiunta.

Ciò consente di limitare i consumi dato che non sempre è necessaria la massima potenza, con un risparmio energetico stimato di circa il 30%.

Tecnologia on-off

Questi condizionatori hanno dei consumi di base che sono maggiori rispetto i precedenti. Questo è dovuto al fatto che l’apparecchio lavora sin dall’inizio alla massima potenza, e continua a lavorare in questa maniera a prescindere dalla temperatura presente nella stanza. A questo punto, il climatizzatore si spegne e poi si riavvia (anche in questo caso al massimo della potenza) fino a raggiungere nuovamente la temperatura desiderata.

È chiaro dunque che i primi riescono a consumare meno ed essere più efficienti, il che dovrebbe essere una priorità per quanti desiderano acquistare un nuovo climatizzatore.

La potenza termica

La potenza termica di un apparecchio di questo tipo si misura in BTU, che è il risultato del rapporto tra la quantità di calore che viene scambiato ed il tempo necessario (un’ora). I BTU sono chiaramente correlati alla quadratura della stanza da rinfrescare con il climatizzatore e solitamente per comprendere quale sia la potenza necessaria è sufficiente moltiplicare per 100 il volume della stanza in cui desideriamo installarlo.

Covid-19 e informazione, Tv e internet le fonti principali

Da quando è iniziata la pandemia la principale fonte di informazione sul Covid-19 finora sono stati la televisione e internet. Il 42,7% degli italiani ritiene poi di avere un ottimo livello di conoscenze sulla vaccinazione contro il Covid-19, mentre per il 23,3% il proprio livello di conoscenza è scarso o sufficiente, e circa un terzo lo considera discreto.  Si tratta di alcuni dati evidenziati dall’indagine condotta dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa su un campione di oltre 12.300 italiani.

Gli over 65 si considerano i più sicuri delle proprie conoscenze

Se la fonte di informazione principale sul Covid-19 finora sono stati la tv (66,6%) e internet (45,3%), a sentirsi più sicuri delle proprie conoscenze risultano gli over 65 (48,7%), mentre a considerarsi più disinformati sono gli intervistati di età compresa tra i 45 e i 54 anni (26,9%). Nel prossimo futuro però la maggior parte degli italiani vorrebbe poter ottenere maggiori informazioni sul Coronavirus, in particolare sui vaccini anti-Covid, su come funzionano e sugli eventuali effetti collaterali. Ma di chi vorrebbero essere più informati? Direttamente dalle istituzioni sanitarie (54,6%), riporta una notizia Ansa, oppure da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta (45,5%), o da medici specialisti (34,5%).

Vaccinarsi si o no? Dipende dall’efficacia del vaccino, ma non solo

L’indagine inoltre ha analizzato i fattori che possono aumentare la propensione a vaccinarsi, come il tempo necessario a vaccinarsi o le modalità di prenotazione. Dall’indagine quindi è emerso che la probabilità di vaccinarsi tra gli intervistati aumenta quando il luogo della somministrazione del vaccino è più accessibile e facilmente raggiungibile, oppure quando l’efficacia del vaccino è maggiore, il tempo necessario per vaccinarsi è minore, e quando l’appuntamento per la vaccinazione è comunicato e confermato automaticamente, a meno di cancellazione.

Gli interventi suggeriti per aumentare l’adesione alla campagna vaccinale

Sempre secondo l’indagine, al contrario, la propensione a vaccinarsi cala quando il rischio di effetti collaterali è maggiore e la maggioranza della popolazione è contraria alla vaccinazione. Tra gli interventi suggeriti per aumentare ancora di più l’adesione alla campagna vaccinale, oltre a inserire nei siti web regionali e aziendali una sezione informativa sull’efficacia e i rischi dei vaccini, “ci dovrà essere senz’altro una strategia di comunicazione mirata, condivisa e unica, semplice e comprensibile anche a chi è meno istruito”, commenta Sabina Nuti, rettrice della Scuola S. Anna di Pisa.

Sculture luminose per valorizzare gli ambienti di casa

Il settore dell’illuminazione domestica è in continua evoluzione, ed oggi il mercato propone prodotti che soddisfano sia le ovvie esigenze di illuminazione che quelle inerenti aspetti più legati alla sfera artistica e decorativa.

Le moderne sculture luminose proposte da FG Art e Design sono infatti  delle strutture “viventi” che si adattano allo spazio e che attraverso il loro innovativo concetto di design consentono la personalizzazione e la valorizzazione di qualsiasi tipo di ambiente.

Stile e design si fondono armoniosamente

Parliamo di soluzioni uniche che combinano magistralmente lo stile classico con il design più innovativo e ricercato: questa è l’essenza di una collezione che trasforma fasci di luce in sculture moderne e sofisticate per la casa. Acciaio, legno e vetro sono i principali materiali cui è affidato il  compito di plasmare queste creazioni fino ad ottenere il risultato desiderato, una perfetta unione di stile e funzionalità che ha lo scopo di risvegliare le emozioni di chi le osserva, senza stancare ma al contrario regalando ogni giorno qualcosa in più.

Le sculture luminose di FG Art e Design creano un universo unico in casa tua, grazie al loro fantastico design e portamento moderno che consente loro di mantenere un aspetto sofisticato e giochi di luce perfetti per illuminare il soggiorno, la sala da pranzo o qualsiasi altro ambiente di casa con creatività e ricercatezza. Un vero e proprio spettacolo in cui la luce è la vera e unica protagonista.

 Una soluzione per ogni ambiente di casa

Sia che la tua esigenza sia quella di valorizzare una parete o angolo che altrimenti risulterebbe essere troppo “spoglio”, sia che tu desideri una scultura luminosa che sia protagonista e che arricchisca un intero ambiente conferendogli un aspetto moderno e accattivante, le sculture luminose che FG Art e Design ti propone possono aiutarti in maniera concreta a raggiungere il tuo scopo.

All’interno del sito ufficiale puoi scorrere la gallery e farti un’idea precisa visionando alcune delle creazioni di questa storica azienda della provincia di Varese.

Per l’85% dei manager cambiare governance fa bene all’economia locale

I cambi di governance, come acquisti, cessioni, fusioni, fanno bene all’economia locale. Lo pensa l’85% degli imprenditori e manager che hanno partecipato alla ricerca Governance Change di Fondirigenti, realizzata sul territorio di Reggio Emilia dal Cis, la Scuola per la gestione d’impresa che fa capo alla Confindustria di Reggio Emilia. L’indagine è stata condotta su un gruppo di imprese, quasi tutte oggetto di acquisizione, dove però è stato mantenuto il livello occupazionale preesistente, senza operare tagli.

Un aspetto decisivo che determina la sopravvivenza di molte Pmi

Le operazioni di fusioni, cessioni, acquisti, “costituiscono un’importante fonte di dinamismo per il tessuto industriale locale, uno stimolo alla trasformazione di modelli organizzativi tradizionali e a volte obsoleti, una risorsa per affrontare i mercati globali con la forza necessaria”, si legge nella ricerca, e comportano “un aumento delle responsabilità del manager”.

“Il cambio di governance – sottolinea Costanza Patti, direttore generale di Fondirigenti – rappresenta per le piccole e medie aziende italiane un aspetto così decisivo da determinarne in molti casi la sopravvivenza, ed è di assoluta importanza che venga attuato con strategie oculate, come suggerisce questa ricerca”.

I gruppi cinesi rispettano di più la cultura aziendale locale

Fra gli imprenditori che hanno abbracciato il progetto, c’è però anche chi ha comunicato esperienze di segno negativo, caratterizzate da “prepotenza culturale” dei nuovi partner o nuovi acquirenti, con uno scarso rispetto della specificità e dei punti di forza locali. Sotto questo aspetto, per quanto riguarda le cessioni a gruppi stranieri, se il “modello di incorporazione” anglosassone, ancor più nella versione Usa, tende a imporre le proprie soluzioni a livello globale, è sorprendente che a usare la “mano leggera” rispetto alla cultura aziendale locale siano i gruppi cinesi, con una forma di integrazione più strategica che strettamente operativa, riporta Adnkronos/Labitalia.

Più cessioni all’estero che acquisizioni da parte di imprese regionali

Il progetto si è realizzato in una regione, l’Emilia Romagna, particolarmente caratterizzata dai cambi di governance. Solo nel 2019 sono avvenute circa 200 tra fusioni e acquisizioni, un quinto di tutte le operazioni realizzate in Italia. Si rilevano poi più cessioni all’estero che acquisizioni da parte di imprese regionali, e gli imprenditori stranieri più attivi sono gli americani (60 operazioni) i francesi (42) e le aziende del Regno Unito (33). In Italia, invece, secondo il dati forniti dalla rete di servizi professionali Kpmg, tra il 2010 e il 2019 ci sono state 40 miliardi di acquisizioni estere da parte di aziende italiane, e soltanto 16,6 miliardi di acquisizioni italiane di aziende straniere. Anche se nel 2020, nonostante il Covid, il trend sembra essersi invertito.