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Come scoprire i furti dei dipendenti in azienda?

Oggi non è raro che vengano alle cronache episodi di dipendenti infedeli che hanno sottratto indebitamente materiale o altri preziosi dal luogo di lavoro. Questo è un problema non indifferente in quanto rappresenta una perdita stimabile in diverse centinaia di milioni di euro ogni anno per le aziende italiane. Si tratta di un fenomeno che è per questo necessario riuscire ad arginare al fine di trovare rimedio ad un malcostume purtroppo largamente diffuso anche nel nostro paese.

Certamente oggi la tecnologia aiuta notevolmente quanti dirigono un’azienda o un ufficio, in quanto telecamere e sistemi di sicurezza digitali consentono di monitorare in maniera più efficace i beni che rappresentano il patrimonio aziendale.

Nonostante ciò, delle volte questo non è sufficiente e si verificano ugualmente dei furti in azienda o presso il punto vendita.

I tipici furti che avvengono in azienda

Tipicamente i beni che vengono sottratti in maniera indebita dai dipendenti infedeli sono i contanti dalla cassa, dispositivi informatici o strumenti di alto valore, merce quali capi di abbigliamento, oggettistica o qualsiasi altro tipo di bene in vendita che sia facile da nascondere e sottrarre.

Chiaramente tutto ciò rappresenta una perdita notevole per l’azienda, nonchè il venir meno del rapporto di fiducia con il proprio dipendente o i propri dipendenti che hanno deciso di portare avanti questo tipo di azione.

Tra le soluzioni a disposizione dei datori di lavoro per risolvere questo tipo di problema vi è anche la possibilità di rivolgersi ad un esperto in investigazioni private. Un investigatore privato infatti, è in grado di portare avanti delle indagini senza che i dipendenti possano sospettare nulla di tutto ciò.

Le prove inconfutabili

Egli può quindi riuscire ad individuare con precisione quale sia il dipendente che ultimamente ha sottratto indebitamente della merce, in modo da ottenere anche delle prove che siano inconfutabili per poter formulare una accusa ponderata.

Per prove inconfutabili, solitamente si intende del materiale fotografico, che possono essere non soltanto delle fotografie ma anche dei video, i quali mostrano chiaramente il dipendente o i dipendenti in questione rubare della merce o sottrarre del denaro senza alcuna autorizzazione.

Questo tipo di prove possono essere adoperate anche in sede legale per chiedere il giusto risarcimento e per avviare le procedure di licenziamento per giusta causa, dato che con gli episodi di furto viene meno la fiducia dell’azienda nei confronti del dipendente.

Le perdite economiche per l’azienda

Una azienda che subisce dei furti da parte di uno o più dipendenti va incontro a dei danni economici che sono certamente rilevanti. Basti pensare infatti ai contanti che possono essere sottratti indebitamente dalla cassa dai dipendenti infedeli, anche ogni giorno. Lo stesso dicasi per tutta quella merce che può essere sottratta senza autorizzazione in maniera ripetuta nel corso dell’anno.

Questo avviene soprattutto con capi di abbigliamento pregiati, dunque di un certo valore, ma anche con dispositivi tecnologici che possono avere un costo non indifferente come ad esempio strumenti informatici, dispositivi mobili e simili.

È facile considerare che sommando tutti questi piccoli furti che possono avvenire nel corso dell’anno, un’azienda può andare facilmente incontro a danni per diverse migliaia di euro, il che può essere un problema anche per la continuità aziendale stessa.

Conclusione

Dunque, nel caso in cui un’azienda debba avere il dubbio che uno o più furti possano essere stati messi a segno all’interno dei locali o punti vendita, fa bene a tutelarsi usufruendo dei servizi di un investigatore privato, il quale potrà fare luce sui furti commessi individuando i responsabili in maniera inequivocabile.

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Quali dispositivi si possono connettere ad un compressore industriale?

Oggi grazie ai moderni compressori industriali è possibile andare ad alimentare una moltitudine di dispositivi in cantiere. Il vantaggio principale dell’adoperare l’aria compressa al posto dell’elettricità è che è possibile andare ad operare anche in tutti quegli ambienti in cui per qualsiasi ragione non sia possibile utilizzare la corrente elettrica.

Vi sono poi dei casi in cui, per ragioni di sicurezza, non è consigliabile utilizzare la corrente per alimentare tali strumenti; il caso classico è quello degli ambienti troppo umidi in cui è preferibile non adoperare l’energia elettrica per la sicurezza dei lavoratori.

Per quel che riguarda le prestazioni, tutti i dispositivi alimentati da aria compressa riescono ad offrire degli standard più elevati e una potenza certamente superiore. Ecco il motivo per il quale oggi sono tantissime le realtà industriali e cantieristiche che preferiscono adoperare direttamente dei dispositivi alimentati ad aria compressa, anche per i costi di manutenzione più bassi.

Bisogna infatti considerare che i ricambi dei dispositivi alimentati ad aria compressa costano mediamente meno rispetto quelli alimentati ad energia elettrica. È possibile verificare quelle che sono le caratteristiche e specifiche semplicemente visionando il catalogo dei Ricambi Atlas Copco.

Vediamo allora quali potrebbero essere alcuni dei dispositivi che è possibile alimentare con aria compressa.

Avvitatori pneumatici

Gli avvitatori pneumatici consentono di avvitare e svitare in maniera molto veloce viti e bulloni.

Hanno una forma che è in linea con quella di un normale trapano, sebbene gli avvitatori pneumatici hanno una forza decisamente maggiore riescono a svitare senza problemi anche i bulloni più ostinati.

Presentano inoltre un riduttore di velocità che fa girare il dispositivo ad un numero di giri Inferiore. Tale funzione è molto importante per evitare di applicare troppa forza dove non necessario, la quale potrebbe anche danneggiare la filettatura.

Si tratta di un dispositivo che è in grado di velocizzare notevolmente tutte le operazioni che prima venivano fatte a mano.

Paranco pneumatico

Grazie ad un paranco pneumatico è possibile sollevare pesi notevoli, così come tenerli sospesi o farli scendere fino a terra. I modelli pneumatici consentono di lavorare con estrema precisione dato che hanno anche la velocità di azione regolabile, per la quale è possibile ad esempio rallentare nel momento in cui si sta per toccare terra o comunque si è quasi arrivati al punto in cui bisogna alloggiare il pezzo che si sta sollevando.

Si tratta inoltre di uno strumento particolarmente silenzioso, oltre ad avere una grande capacità di sollevare pesi. Molto importante è infine il sistema frenante del modello di paranco ad aria compresa che si sta valutando, in quanto da Questo dipende la sua capacità di tenere gli oggetti sospesi.

Cacciavite pneumatico

Grazie ad un cacciavite pneumatico è possibile sfruttare l’energia che il compressore genera per azionare l’avvitamento. I moderni cacciaviti pneumatici sono bidirezionali, e consentono dunque sia di avvitare che di svitare velocemente una vite, in base alle proprie necessità.

Si tratta di un dispositivo certamente pratico e facile da utilizzare, che viene adoperato per motivi professionali laddove è richiesta velocità e precisione ma soprattutto sicurezza.

Funzionare senza l’ausilio di energia elettrica significa infatti poter essere adoperato anche in tutti quegli ambienti umidi dove l’utilizzo della corrente elettrica non è consigliato. Anche in questo caso parliamo di uno strumento materialmente in grado di velocizzare il lavoro di cantiere e offrire una precisione maggiore.

Dunque oggi grazie all’aria compressa è possibile ottenere delle ottime performance e soprattutto lavorare in estrema sicurezza, il che è una priorità per chiunque diriga un cantiere o area industriale.

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Nuovo climatizzatore: meglio ad inverter o on-off?

Quando abbiamo necessità di individuare il climatizzatore d’aria che possa fare al caso nostro, diventa importante riuscire a capire qual è la loro potenza, quella necessaria per poter lavorare efficacemente su un determinato ambiente, ma anche capirne il funzionamento.

Bisogna sapere innanzitutto che esistono i condizionatori che funzionano con la tecnologia inverter e quelli che funzionano con la tecnologia on-off.

La tecnologia ad inverter

Questa tecnologia permette di poter regolare automaticamente sia la potenza che la velocità con la quale il condizionatore andrà a funzionare. Dunque grazie a questa tecnologia, presente anche in tantissimi modelli di climatizzatori Samsung, è possibile andare a gestire la temperatura all’interno del nostro appartamento così come fanno ad esempio i termostati.

In sintesi, raggiunta la temperatura che è stata impostata, l’inverter rallenterà l’azione del climatizzatore, facendolo funzionare al minimo e dunque tanto quanto è necessario per mantenere la temperatura che è stata raggiunta.

Ciò consente di limitare i consumi dato che non sempre è necessaria la massima potenza, con un risparmio energetico stimato di circa il 30%.

Tecnologia on-off

Questi condizionatori hanno dei consumi di base che sono maggiori rispetto i precedenti. Questo è dovuto al fatto che l’apparecchio lavora sin dall’inizio alla massima potenza, e continua a lavorare in questa maniera a prescindere dalla temperatura presente nella stanza. A questo punto, il climatizzatore si spegne e poi si riavvia (anche in questo caso al massimo della potenza) fino a raggiungere nuovamente la temperatura desiderata.

È chiaro dunque che i primi riescono a consumare meno ed essere più efficienti, il che dovrebbe essere una priorità per quanti desiderano acquistare un nuovo climatizzatore.

La potenza termica

La potenza termica di un apparecchio di questo tipo si misura in BTU, che è il risultato del rapporto tra la quantità di calore che viene scambiato ed il tempo necessario (un’ora). I BTU sono chiaramente correlati alla quadratura della stanza da rinfrescare con il climatizzatore e solitamente per comprendere quale sia la potenza necessaria è sufficiente moltiplicare per 100 il volume della stanza in cui desideriamo installarlo.

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La macchina da caffè si veste d’oro e diventa… arte 

In occasione del Salone del Mobile e del relativo Fuorisalone, che anima tutta la città per una settimana, a Milano è possibile scoprire quasi in ogni quartiere installazioni, mostre, eventi e format davvero originali dedicati al design, all’arredo e alla moda. Tra le sorprese dell’edizione 2019 della kermesse, un vero e proprio happening di sette giorni e sette notti, non sono mancati momenti dedicati proprio al mondo del caffè. Tra gli spettacoli più attesi, c’è stata la presentazione della nuova iconica macchina caffè Lavazza, in edizione limitata. Un progetto nato dalla collaborazione fra la celebre azienda del caffè e un’eccellenza italiana del design come Gufram.

La macchina in versione gold

Nasce proprio così Deséa Golden Touch: un’opera d’arte in cui l’ultima nata in casa Lavazza per la preparazione del caffè a casa si veste con una livrea dorata, grazie all’interpretazione originale di questi marchio del design italiano. L’edizione limitata di Desèa – ce ne sono solo 10 esemplari! – è stata presentata a Milano nel distretto del design Ventura – Centrale, nella location degli ex magazzini della stazione trasformati da Lavazza e Gufram in un caveau di una banca, che conserva preziosi lingotti di caffè. Deséa Golden Touch ha la superficie della scocca simile a pelle dorata e increspata da onde. “Il colore oro della Deséa Golden Touch by Gufram evoca poi il valore della qualità Lavazza e l’inestimabile impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel processo di coltivazione, selezione, trasformazione e distribuzione del caffè” fanno sapere le due aziende coinvolte nel progetto”. “Questa Deséa in edizione limitata è frutto della collaborazione tra Lavazza e Gufram, due aziende piemontesi che uniscono le loro forze per portare il design italiano nel mondo – ha aggiunto Pietro Cacace, responsabile Marketing macchine di Lavazza -. Quello del single serve è il segmento più dinamico del caffè e in Italia comprende circa 7 milioni di famiglie, soprattutto le più giovani”.

Lavazza a Modo Mio

Deséa fa parte della grande famiglia del sistema Lavazza a Modo Mio, che comprende appunto diverse tipologie di macchine da caffè e le relative capsule preparate con le celebri miscele di casa Lavazza. Le macchine sono compatte, dal design moderno e pop: tra i tanti plus, sono  proposte a un prezzo vantaggioso e sono di facile manutenzione e utilizzo. Tra i modelli di spicco del brand c’è anche un “compatta” particolarmente amata dagli italiani: è la macchina Lavazza a Modo Mio Tiny, dalle linee decisamente pop, coloratissima e dal minimo ingombro. Le capsule del sistema, poi, sono disponibili in numerosissime referenze di caffè, con tanti tipi di miscele e aromi, così come esistono le apposite capsule per realizzare altre bevande calde come il caffè ginseng o l’orzo. Macchine da caffè, così come capsule originali e compatibili, sono disponibili anche su CialdaMia, il il portale italiano del caffè in cialde e capsule di qualità. Qui, semplicemente registrandosi gratuitamente, è possibile fare shopping sia di macchine sia di scorte di capsule a prezzi sempre molto vantaggiosi: e senza nemmeno doversi muovere da casa o dall’ufficio!

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La camera d’albergo perfetta? Comoda, silenziosa e ben accessoriata

“Sia per gli uomini d’affari che per i turisti, la qualità delle stanze è il motivo principale alla base della scelta di un hotel”: lo dice il report sulla  fedeltà ai brand alberghieri di PwC, una recente ricerca che ha analizzato nel profondo le motivazioni per cui le persone optano per una struttura alberghiera piuttosto che un’altra.  L’analisi è stata poi elaborata da Trivago,  primario portale on line per la comparazione dei prezzi degli hotel di tutto il mondo. Le indicazioni a disposizione del comparto sono davvero interessanti.

Gli ospiti vogliono di più

In estrema sintesi, quello che emerge con forza dagli studi è che i clienti degli hotel vogliono di più, molto di più, di un semplice tetto sulla testa, per quanto possa essere confortevole. Quello che desiderano è un’esperienza a 360 gradi, in cui la camera è un elemento fondamentale, a prescindere dalle stelle e dalla categoria della struttura. Gli ospiti, quindi, desiderano essere viziati, sorpresi, coccolati. E la differenza la fanno i dettagli, gli accessori, i servizi. Qui un excursus di quello che non dovrebbe mai mancare in una stanza d’albergo.

Cuscini e lenzuola

Il letto deve essere comodo. In fondo, si va in albergo perché si è lontani da casa e si desidera un nido caldo e accogliente dove riposarsi. Ovviamente, cuscini e lenzuola devono essere all’altezza. Se possibile, quindi, dovrebbero essere posizionati sul letto cuscini di diverso grado di morbidezza e altezza. E, soprattutto, le lenzuola dovrebbero essere di materiali naturali, traspiranti e ovviamente immacolate e ben stirate. Nei mesi più freddi, poi, sarebbe opportuno vestire il letto con un soffice piumone, sempre pulitissimo.

Asciugamani

Se per le mani si possono anche posizionare nel bagno degli asciugamani elettrici, per la doccia gli asciugamani dovrebbero essere grandi, bianchi, morbidi e in perfetto stato. Gli asciugamani di qualità danno un senso di lusso. Attenzione anche alle misure: quelli per il corpo devono coprire… tutto il corpo. Spesso le stanze d’hotel non sono singole e anche chi viaggia per lavoro potrebbe condividere lo spazio con un collega.

Dotazioni in bagno

Mai senza sapone, anche in dispenser, shampoo, kit di cortesia. E’ una piccola coccola che però fa la differenza. Idem per l’asciugacapelli, che non deve mai mancare in un albergo che possa definirsi tale. Per non correre il rischio di incorrere in furti o manomissioni, gli albergatori possono installare un phon da parete: quelli moderni sono belli, dal design ricercato e soprattutto offrono alte prestazioni a fronte di consumi energetici davvero contenuti. Per avere un’idea di quello che propone il mercato, Mediclinics è un’azienda specializzata in questa tipologia di prodotti, oltre che in asciugamani elettrici, dispenser, fasciatoi e accessori per l’hotellerie. Agli alberghi, offre una linea di asciugacapelli da parete quali piccoli phon a pistola con funzionamento a grilletto (in modo che non possano rimanere accesi incustoditi), o in alternativa quelli con tubo estendibile in plastica. Sempre funzionali, sempre disponibili, sono pensati esclusivamente per l’utilizzo privato in camera.

Bevande e wifi

Spesso i clienti si lamentano dei prezzi stratosferici del minibar. Un piccolo omaggio, ma assai gradito, è quello di far trovare in camera una bibita e dell’acqua in bottiglia senza sovrapprezzo. La stessa cosa, dovrebbe accadere per il wifi, che già oggi è gratuito nella maggior parte delle strutture di un certo livello.

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Giacche Freaky Nation | Qualità e voglia di osare

Hai già dato un’occhiata al nuovo catalogo Freaky Nation? Questo marchio giovane e anticonformista, nato nel 2007 e da subito in grado di conquistare l’attenzione di chi ama indossare giacche e abbigliamento in pelle in grado di stupire, presenta una collezione che non ha paura di osare con la sua eccentricità. Parliamo di un gruppo, quello Manipol di cui Freaky Nation fa parte, che è leader nella produzione di capi in pelle nonchè garanzia di qualità che deriva dall’oculata selezione delle materia prima da impiegare e dall’assoluta meticolosità applicata in ciascuna delle fasi di lavorazione. È proprio questo mix esplosivo fatto di qualità e voglia di osare a regalare ad ogni creazione Freaky Nation quello stile giovane ed inconfondibile, che va aldilà degli schermi per consentire a ciascuno di vestire mostrando agli altri parte della propria personalità e del modo di intendere la vita.

Su Revolution Concept Store trovi le più belle giacche Freaky Nation, e puoi riceverle comodamente a casa in pochi clic. L’ottima galleria fotografica, a tua disposizione per ogni singola scheda prodotto, ti aiuterà a comprendere meglio le caratteristiche del capo che stai osservando, e non dovrai far altro che selezionare la tua misura prima di aggiungere il prodotto al carrello. Potrai decidere se ritirare la merce direttamente in negozio o se farla spedire a casa, e pagare con tutta la comodità e sicurezza di Paypal o optare per il contrassegno se lo preferisci. Potrai anche decidere di completare il tuo acquisto aggiungendo all’ordine uno degli ottimi accessori proposti, tra i quali occhiali da sole, profumi, cinture, cappelli, borse e zaini, tra tutti. Sfrutta inoltre la possibilità di ricevere un coupon sconto sul tuo prossimo acquisto inserendo l’apposito codice al momento del check-out, grazie al quale è possibile ottenere una riduzione di prezzo anche fino al 30%!

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Sistemi di controllo degli accessi Cotini srl

Garantire la sicurezza sul luogo di lavoro significa anche gestire in maniera sicura gli accessi, riuscendo efficacemente ad impedire l’accesso ai non autorizzati alle aree in cui viene svolta l’attività lavorativa. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante in questo settore, e sono presenti in commercio sistemi di controllo accessi di ultima generazione in grado di garantire tutta la sicurezza necessaria ai lavoratori. I sistemi progettati e commercializzati da Cotini srl rappresentano l’avanguardia in questo settore, soluzioni innovative personalizzabili in base alle specifiche esigenze di ogni cliente e per questo in grado di rappresentare un reale valore aggiunto. I sistemi sviluppati da Cotini srl e basati su centralina ad esempio, consentono di avere un efficace controllo sul flusso di lavoratori che effettuano l’accesso in una specifica area, e gestiscono i lettori che permettono ai lavoratori di potersi fare identificare.

Ogni centralina legge i dati che vengono inviati dal lettore e li paragona con quelli già caricati in archivio, così da determinare chi può avere accesso e chi meno a quella specifica zona o area ad accesso limitato. Il passaggio degli utenti è tracciato in tempo reale, e questo è un altro fattore da tenere in considerazione in ottica sicurezza perché consente in qualsiasi momento di sapere con precisione chi si trova all’interno dei locali, il che è di fondamentale importanza in caso di emergenze che richiedono una rapida evacuazione. La centralina gestisce comunque le regole di accesso che possono essere programmate in base alle richieste del cliente, per cui sarà possibile ad esempio consentire ai lavoratori l’accesso in una specifica zona ma non in un’altra, oppure consentir loro di poter accedere ma soltanto in determinati giorni della settimana o particolari fasce orarie. I sistemi Cotini srl sono dunque una soluzione assolutamente concreta ed efficace per la gestione degli accessi in azienda. Contatta il recapito telefonico 024580780 per informazioni di ogni tipo o per esporre le tue specifiche necessità.

Pollo e burro gli alimenti più rincarati

L’indagine condotta da Unioncamere, con la collaborazione di BMTI e REF Ricerche, nel bimestre aprile-maggio prospetta una ulteriore intensificazione dell’inflazione. Si attendono quindi aumenti del +3,5% per la media di 46 prodotti alimentari rispetto al bimestre precedente, e una crescita su base annua che potrebbe arrampicarsi fino al +12,7%. Le rilevazioni sui prezzi pagati all’industria alimentare dalle Centrali di Acquisto della Gdo per la media dei 46 prodotti alimentari maggiormente consumati, mostrano un aumento del +2,1% nel mese di marzo, con una crescita che si porta al +10,9% rispetto a marzo 2021. E tra i prodotti che a marzo hanno registrato variazioni rispetto al mese precedente spicca l’aumento del pollo fresco (+4,3%), a causa di un’offerta ridimensionata per l’influenza aviaria e per l’aumento dei costi dei mangimi. E quello del burro (+3,8%), segnato dalla riduzione delle disponibilità a livello continentale.

Aumenti anche nei prodotti cerealicoli e derivati

Diffusi ed elevati aumenti anche nei prodotti cerealicoli e derivati (pasta di semola +3,7%, riso +3,7%, biscotti +3,6%, pane +3,4%), per effetto dei rincari delle materie prime, come grano duro e grano tenero, e dell’energia, già in atto nel 2021. L’inflazione per il mese di marzo, secondo i dati di preconsuntivo forniti dalle Centrali di Acquisto, subisce una vistosa accelerazione al +10,9%, con i rincari maggiori per la carne di pollo (+34,8%), e l’olio di semi vari (+30,5%), complice la carenza di approvvigionamenti di olio di girasole dal Mar Nero: Russia e Ucraina sono infatti due maggiori produttori di olio di girasole al mondo. Ma anche per la pasta di semola (+22,5%).

Ad aprile e maggio aumenti stimati in media del +3,5

Le indicazioni fornite dalle Centrali di Acquisto della GDO, riporta Agi, preconizzano significativi aumenti anche per il bimestre aprile-maggio: in media per i 46 prodotti alimentari monitorati l’aumento si attesta al +3,5%, trainato soprattutto dai prodotti derivati dei cereali, e in particolar modo dalla pasta di semola (+6,6%) e dal pane (+6,5%). Ma sono attesi aumenti significativi anche per il burro (+5,6%).

La previsione per il 2022 ora è al +6,1%

La filiera risicola nazionale è segnata negli ultimi mesi da un’offerta disponibile inferiore alla domanda delle riserie, da timori legati all’impatto sulle prossime semine delle condizioni siccitose registrate in Nord Italia, e dagli elevati costi di produzione, a cominciare da energia e fertilizzanti.
Le anticipazioni raccolte sui prezzi pagati all’industria alimentare dalle Centrali d’Acquisto suggeriscono una ulteriore accelerazione dell’inflazione alimentare al consumo nei mesi estivi, verso valori superiori al 7%. Per la media dell’anno 2022 la previsione è al +6,1%.

Consumatori italiani, più attenti al benessere ma preoccupati per l’inflazione

Qual è il sentiment dei consumatori italiani adesso che l’emergenza sanitaria è sempre meno stringente? Quali sono i comportamenti dei nostri connazionali verso una vita, a tutti i livelli, che sta tornando a una piena normalità? A questa e ad altre domande risponde il Consumer Tracker di Deloitte, che fotografa il pensiero degli italiani dopo due anni di pandemia. Il 45% dei consumatori ha dichiarato di essere alla ricerca di un cambiamento personale e il 41% vuole dare priorità al proprio benessere. Mentre i consumi fuori casa cominciano a risalire, il 75% è preoccupato per l’aumento dei prezzi.

Molto è cambiato

“In due anni di pandemia le priorità e le abitudini dei consumatori italiani sono molto cambiate: benessere personale, sostenibilità ambientale e ricerca di una nuova quotidianità improntata al work-life balance sono sempre più importanti per gli italiani. La diffusione del lavoro da remoto, invece, ha spostato molte attività di consumo in casa e ha creato nuove abitudini che potrebbero rimanere anche dopo la pandemia. Sullo sfondo, molto significativa la preoccupazione per i prezzi in crescita: mentre gli italiani stanno progressivamente tornando alla socialità pre-Covid, la paura dell’inflazione riguarda ben 3 italiani su quattro. Per le aziende che operano in ambito consumer è importante comprendere e intercettare questi cambiamenti per potere essere proattive nell’implementare soluzioni che rispondano ai nuovi bisogni dei consumatori”. Lo afferma Andrea Laurenza, Consumer Industry Leader di Deloitte, nel commentare gli ultimi dati del rapporto, rilevati a febbraio 2022. Con un monitoraggio permanente sulle principali abitudini dei consumatori, il Consumer Tracker di Deloitte indaga le abitudini di consumo di più di 20.000 consumatori in 23 paesi nel mondo.

Obiettivo benessere 

Quando è stato chiesto agli italiani di riflettere sull’ultimo anno, la stragrande maggioranza ha dichiarato di sentirsi molto più concentrata sui cambiamenti in atto nella sfera personale. Secondo i dati del Consumer Tracker, infatti, il 45% degli intervistati ha dichiarato di essere alla ricerca di un cambiamento personale, dando priorità al proprio benessere (41%). In linea con questo nuovo atteggiamento, il 45% degli italiani dichiara che negli ultimi 12 mesi ha preferito ridurre gli oggetti e beni materiali in proprio possesso. Inoltre, per il 33% è molto importante trovare più tempo per vivere il presente, a fronte di meno ore di lavoro straordinario. Un cambiamento che attraversa tutte le fasce di reddito, ma che è concentrato soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

La centralità della casa

In base ai dati raccolti, si scopre che gli italiani lavorano da casa mediamente 2,4 giorni a settimana, un valore al di sotto della media globale. Tuttavia, già oggi circa il 55% degli intervistati del nostro Paese dichiara di poter lavorare dalla propria abitazione e, potendo scegliere, preferirebbe poter restare lontano dagli uffici per buona parte della settimana (in media fino a 3,4 giorni). Così, la nuova centralità della casa ha un impatto significativo da una parte sulle bollette e spese per la casa di vario genere, dall’altro sul giro di affari di bar e ristoranti. Nelle prossime quattro settimane, infatti, l’80% degli italiani pianifica di spendere per affitto, mutuo e bollette tra i 100 e i 750 euro, mentre l’86% spenderà fino a 225€ per internet e servizi di streaming. Il 70% invece è intenzionato a spendere per cenare in ristoranti o ordinare cibo da asporto, ma con una spesa massima di 100 euro. 

Giornata della Terra 2022: italiani preoccupati per i cambiamenti climatici

Il 22 aprile, in occasione della Giornata della Terra, la più grande manifestazione ambientale a livello mondiale, Ipsos ha condotto un sondaggio internazionale con l’obiettivo di indagare le opinioni relative al problema del cambiamento climatico e i comportamenti sostenibili da adottare nel prossimo anno. E secondo il sondaggio, in Italia la preoccupazione per il cambiamento climatico è avvertita dal 69% degli intervistati, mentre il 79% è preoccupato per le sue conseguenze. L’opinione pubblica mondiale ritiene però che la lotta al cambiamento climatico rappresenti una responsabilità condivisa tra Governo, aziende e cittadini, ma soltanto il 41% ritiene che il Governo abbia un piano chiaro su come lavorare congiuntamente.

Serve un’azione condivisa tra Governi, aziende e singoli individui

In Italia il 68% ritiene che se il Governo non affronterà ora il cambiamento climatico fallirà nei confronti dei propri cittadini. Al contempo, si registra un grado di accordo a livello globale (66%) sulla necessità di un’azione aziendale per combattere il cambiamento climatico. Alcuni settori economici sono percepiti come maggiormente responsabili in relazione al cambiamento climatico. In Italia il 78% menziona le compagnie energetiche, il 74% le case automobilistiche, e il 72% fornitori di trasporto pubblico e le aziende tecnologiche. Il 71% degli italiani ritiene però che anche i singoli individui abbiano la responsabilità nella lotta al cambiamento climatico per non fallire nei confronti delle generazioni future.

I comportamenti sostenibili: meno packaging e risparmiare acqua ed energia

Ma quali comportamenti sono propensi ad adottare gli italiani per la lotta al cambiamento climatico? Il 65% dichiara di voler evitare i prodotti con molti imballaggi, il 61% prevede di risparmiare energia in casa e il 58% di risparmiare acqua ed evitare l’acquisto di nuovi prodotti. In generale, però, l’indagine registra un’errata percezione in merito ai comportamenti sostenibili individuali con maggiore impatto sull’ambiente. Minor packaging o riduzione degli acquisti sono erroneamente visti come priorità, mentre sostituire i voli con opzioni più sostenibili o passare a una dieta vegana, che in realtà hanno un impatto molto più elevato, dalla maggioranza non sono considerati come azioni dalle elevate conseguenze negative sull’ambiente.

Cosa sanno gli italiani della COP26?

La COP26 è la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e ha l’obiettivo di raggiungere un accordo sulle strategie sostenibili da adottare per contrastarne gli effetti da qui al 2030, e fino al 2050. Ma cosa sanno gli italiani della COP26? Il 34% dichiara di averne sentito parlare e il 29% di non averne mai sentito parlare. Tra i primi, il 53% è anche a conoscenza degli impegni presi dai diversi Paesi, ma mentre il 51% si sente ottimista sull’impatto della COP26, il 41% pensa che non farà alcuna differenza e l’8% che avrà un impatto negativo. I livelli di pessimismo sembrano riflettere i dubbi sulla capacità del Governo di affrontare la crisi climatica. Per il 32% il Governo non farà progressi significativi nella lotta al cambiamento climatico durante i prossimi 10 anni, e il 21% sostiene che il Governo non abbia un piano chiaro nemmeno per affrontare il problema nel 2022.

Novità da Meta: una valuta virtuale e i “gettoni reputazione” per il metaverso

Novità in arrivo da Meta: questa volta l’obiettivo è rendere più semplici, e profittevoli gli acquisti digitali. La compagnia di Mark Zuckerberg è sicuramente la più attiva nella creazione dell’universo digitale, e dopo avere creato il metaverso ora sembra che si stia già muovendo per virtualizzare anche l’economia.  Secondo un report del Financial Times, Meta sta infatti realizzando una valuta virtuale per il proprio metaverso. Chiamate internamente Zuck Bucks, le monete della ex Facebook permetteranno i pagamenti dei beni all’interno della realtà digitale, e verranno utilizzate anche per affittare o comprare terreno all’interno del metaverso.

Un coin digitale proprietario utilizzabile solo sulle piattaforme proprietarie

È poco probabile che questa valuta venga basata su blockchain, si tratterà piuttosto di un coin digitale proprietario utilizzabile solo su piattaforme Meta, come ad esempio accade in Roblox (il videogioco per creare e giocare insieme ad altri in mondi 3D immersivi e generati dall’utente).
Inoltre, nei documenti interni di Meta si legge anche dell’introduzione di ‘gettoni social’, chiamati anche ‘gettoni di reputazione’, concepiti come ricompense alle attività dell’utente nel metaverso o alla sua collaborazione in piattaforme come Facebook Gruppi.
Inoltre, Meta è anche intenzionata a integrare gli NFT (Non-fungible token: gettone non fungibile o gettone non riproducibile) nel metaverso, come ha già avuto modo di dichiarare nei mesi scorsi.

Il metaverso costa circa 10 miliardi all’anno

La compagnia di Zuckerberg sta spendendo circa 10 miliardi all’anno per creare il metaverso, un mondo virtuale che secondo i piani dovrebbe garantire interazioni simili al mondo reale tra utenti distanti tra loro, con in più l’ausilio di AR e VR (realtà aumentata e realtà virtuale), in quest’ultimo caso grazie ai caschi prodotti da Meta stessa grazie alla sua controllata Oculus. Insomma, Meta sta sicuramente cercando la ‘next big thing’ dell’industria digitale, vista la concorrenza spietata di TikTok nell’ambito dei social network.

No al progetto Diem, quello che prevedeva la creazione di una propria criptovaluta

L’azienda di Zuckerberg ha infatti perso circa 220 miliardi di dollari in valore di mercato da febbraio, riporta Adnkronos. Meta ha recentemente annullato il progetto Diem, che prevedeva la creazione di una propria criptovaluta a tutti gli effetti, a causa delle forti critiche che si sono levate in seguito all’annuncio e delle difficoltà di regolamentazione in questo ambito. In seguito all’annullamento del progetto, l’azienda è stata colpita da quello che viene definito da molti come un esodo di massa da parte della propria forza lavoro.

Oltre 2.500 euro all’anno: quanto costa l’inflazione alle famiglie italiane

In queste settimane si parla moltissimo di inflazione, un fenomeno che inevitabilmente aumenterà i prezzi della maggior parte dei beni e dei servizi. Ma è possibile avere il peso reale, ovvero l’impatto sulle nostre tasche, di questa tendenza? A rispondere ci ha pensato il Codacons, che ha calcolato una serie di stime considerando il rialzo dell’inflazione al 6,7% di marzo come una “tragedia” per tante famiglie italiane. Non solo, questo trend potrebbe avere effetti pesanti sui consumi degli italiani.  

Le stime secondo l’associazione dei consumatori

Il Codacons stima una maggiore spesa fino a +2.674 euro annui a famiglia a causa della fiammata dei prezzi, riferisce Adnkronos. “Le nostre peggiori previsioni trovano purtroppo conferma nei dati Istat. L’inflazione al 6,7% considerata la totalità dei consumi di una famiglia, si traduce in una stangata da +2.058 euro annui per la famiglia ‘tipo’, e addirittura +2.674 euro annui per un nucleo con due figli”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Il caro-carburante e i rialzi delle bollette energetiche – dice ancora – hanno spinto al rialzo i prezzi al dettaglio in tutti i settori, ma sul tasso di inflazione di marzo pesano anche vere e proprie speculazioni legate alla guerra in Ucraina. Sull’andamento dei prezzi attendiamo ora l’esito delle indagini aperte da Antitrust e dalle Procure di tutta Italia grazie agli esposti presentati dal Codacons e, se sarà accertato che l’aumento dei listini è stato determinato da fenomeni speculativi, avvieremo una maxi-class action contro i responsabili, per conto di milioni di famiglie e imprese”, conclude. L’inflazione al 6,7% è un “massacro” per le tasche dei consumatori e deve portare il governo ad adottare provvedimenti urgenti a tutela delle famiglie e del loro potere d’acquisto, afferma Assoutenti. “I prezzi dei prodotti alimentari registrano a marzo una vera e propria impennata, aumentando del +5,8% rispetto allo scorso anno. Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +434 euro annui”, commenta il presidente Furio Truzzi.

Un vero e proprio allarme 

“Siamo in presenza di un vero e proprio allarme che conferma tutte le denunce sui rincari dei listini lanciate da Assoutenti nelle ultime settimane. Il Governo – dice ancora – non può restare a guardare e, di fronte a quella che è una emergenza, deve adottare misure straordinarie, a partire da prezzi amministrati per i generi di prima necessità come gli alimentari di cui le famiglie non possono fare a meno. Proprio per protestare contro i rincari abnormi dei prezzi al dettaglio, per la prima volta in Italia tutte le associazioni dei consumatori iscritte al Cncu si uniranno in una Assemblea generale indetta per il prossimo 6 aprile e finalizzata a presentare al Governo un pacchetto di misure contro i rincari di alimentari, carburanti e bollette energetiche, e chiedere alla politica maggiore attenzione verso la situazione di crisi in cui versano oggi gli utenti”, conclude Truzzi.

Videogames, l’avanzata non si arresta: 15,5 milioni i giocatori italiani

I videogiochi continuano a essere un passione (e non solo un passatempo) degli italiani? Pare proprio di sì stando ai numeri diffusi da Iidea, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia. L’analisi sui dati sul consumo di videogiochi nel nostro paese nel 2021 mostra che questo amore non si spegne, anzi. 

Numeri da record anche nel 2021

Se il 2020 è stato un anno da record, complice la pandemia, il settore continua a registrare numeri positivi con un giro d’affari di 2 miliardi e 243 milioni di euro, in crescita del 2,9% rispetto alla precedente rilevazione. Il numero dei videogiocatori appare in leggera diminuzione con 15,5 milioni di persone, ovvero il 35% della popolazione italiana compresa tra i 6 e i 64 anni, che hanno trascorso parte del loro tempo libero videogiocando. A crescere è stato, però, il coinvolgimento nei confronti del medium: sono state dedicate ai videogiochi in media 8,7 ore a settimana, in particolare su console, ben mezz’ora in più rispetto all’analisi precedente. Per quanto riguarda il giro d’affari del 2021, il segmento software si riconferma il più forte del mercato con un valore pari a 1,8 miliardi di euro, grazie all’ottima performance del digitale e delle app. Sul fronte hardware, vista la straordinaria performance delle console next gen che registrano un incremento del 21,6%, il comparto console registra un fatturato di 443 milioni di euro con una crescita del 12,1%. 

La Top 20 dei videogames

La Top 20 aggregata (tutte le piattaforme, fisico e digitale) dei videogiochi più venduti nel 2021 è guidata da FIFA 22, seguito da Grand Theft Auto V e FIFA 21. I generi di videogiochi più venduti nel 2021 sono stati action, giochi di sport e GdR per quanto riguarda i titoli campioni d’incasso su console, mentre strategia e azione/avventura guidano la top 10 relativa ai videogiochi più venduti su PC. Il 73,4% dei videogiochi rilasciati sul mercato italiano e il 65,8% dei giochi venduti in Italia nel 2021 è adatto a un pubblico tra i 3 e i 12 anni.Nel 2021 il numero dei videogiocatori ha fatto registrare una leggera flessione rispetto all’anno precedente, con 15,5 milioni di persone che si sono cimentate con i videogiochi nel corso dell’anno, ovvero il 35% della popolazione italiana compresa tra i 6 e i 64 anni, di cui il 56% uomini e il 44% donne. Le fasce d’età in cui si videogioca di più sono quelle tra i 15-24 anni e tra i 45-64 anni che registrano rispettivamente 3,7 milioni di videogiocatori al loro interno. Il tempo dedicato ai videogiochi continua a crescere anno su anno, mostrando un coinvolgimento maggiore che in passato degli italiani nei confronti del medium videoludico. Nel corso del 2021 sono state dedicate a videogiocare in media 8,7 ore a settimana su tutti i dispositivi, con una notevole crescita del tempo dedicato soprattutto alle console (circa un’ora in più in media alla settimana), mentre il tempo destinato al gioco su smartphone e tablet ha fatto registrare una leggera decrescita rispetto al 2020. 

Smartphone e tablet i device più utilizzati 

Per quanto riguarda le piattaforme di gioco più utilizzate, i dispositivi mobile come smartphone e tablet vanno per la maggiore, con 9 milioni di videogiocatori italiani a utilizzarli, tra cui 4,2 milioni di donne. Seguono PC e console domestiche con 6,9 milioni di utenti. Resiste il segmento delle console portatili, utilizzate da 1,4 milioni di persone. I videogiocatori italiani si informano parlando con parenti e amici (34%), da siti della stampa generalista (24%) e specializzata (12%), da TV (24%) e social media (22%). Le piattaforme social preferite per parlare di videogiochi sono WhatsApp e Facebook (scelte dal 20% degli intervistati), seguite da YouTube (14%).”Nel 2020, spinti dalle restrizioni dovute alla pandemia, i consumi di videogiochi in Italia avevano registrato un record storico superando per la prima volta i 2 miliardi di euro. 

L’agricoltura lombarda cresce, ma i costi mettono a rischio la redditività

Per l’agroalimentare lombardo nel 2021 si stima un incremento del valore della produzione di oltre il 10% rispetto al 2020, grazie alla crescita dei prezzi dei principali prodotti agricoli a fronte di una stazionarietà delle quantità prodotte. Anche l’export ha fornito una spinta importante, con una variazione nei primi nove mesi del 2021 pari al +10,9%, consentendo agli scambi di raggiungere un nuovo massimo storico. L’indagine congiunturale e le prime stime dell’annata agraria 2021 di Regione Lombardia e Unioncamere confermano però la preoccupazione degli imprenditori per la crescita dei costi. I rincari hanno infatti colpito tutti i settori agricoli, ma soprattutto gli allevamenti, che hanno visto una progressiva erosione dei margini di redditività.

Dinamica positiva del fatturato anche a livello congiunturale

Ai risultati positivi nel 2021 ha corrisposto un aumento percentuale superiore del valore dei consumi intermedi tra il +12,3% e il +12,5%, risultante da un limitato incremento quantitativo e da un rilevante incremento dei prezzi. L’indagine congiunturale conferma poi una dinamica positiva del fatturato.
Tutti gli intervistati da Unioncamere hanno però manifestato forte preoccupazione per la crescita dei costi produttivi, iniziata nel primo semestre 2021 con le commodities cerealicole, e divenuta particolarmente rilevante nella seconda parte dell’anno, con incrementi dei prezzi di petrolio ed energia, seguiti dai rincari degli imballaggi. L’indice relativo ai costi produttivi rilevato nell’indagine ha infatti raggiunto nel quarto trimestre il massimo della serie storica.

Differenze tra i settori

Nonostante ciò, le valutazioni sull’andamento degli affari sono prevalentemente positive, grazie alla crescita delle quotazioni dei principali prodotti agroalimentari lombardi, anche se la diversa evoluzione di prezzi e costi ha generato differenze importanti tra un settore e l’altro. In particolare, i cereali hanno beneficiato di quotazioni record, il vino ha mostrato un deciso miglioramento dopo la crisi del 2020, il comparto lattiero-caseario e le carni sono stati favoriti dalla dinamica delle quotazioni, a seguito del calo di alcune importanti produzioni estere. Tuttavia sono gli allevamenti ad aver risentito in misura maggiore della crescita dei costi, soprattutto suinicoltura e avicoltura, trattandosi di sistemi produttivi ad alto consumo di energia e mais nella razione degli animali.

La filiera lattiero casearia

Il settore lattiero-caseario gioca un ruolo di primo piano all’interno dell’agricoltura lombarda, ma è particolarmente esposto alle dinamiche globali dei prezzi, dovendosi confrontare con la competizione dei prezzi internazionali e il potere contrattuale degli attori a monte e a valle della filiera
Il rischio di mercato riguarda la volatilità dei prezzi agricoli, sia dal lato dei prodotti venduti sia di quelli acquistati, che si traduce nella difficoltà a programmare correttamente gli investimenti e nei rischi per la redditività aziendale. La zootecnia da latte lombarda deve quindi trovare soluzioni nelle singole iniziative aziendali e attraverso una strategia di settore. Come? Puntando a una crescita sostenibile della produzione di latte, salvaguardare i redditi dei produttori, mantenere/migliorare la valorizzazione dei prodotti e rafforzare e razionalizzare le filiere.

Il bullismo è anche al lavoro, e si chiama workplace bullying

Il workplace bullying è un comportamento sociale violento, e ripetuto nel tempo, attuato nei confronti di colleghi e collaboratori. Secondo il portale d’informazione americano HR Executive, che riprende i dati del Workplace Bullying Institute, oltre 7 dipendenti su 10 (75%) dichiarano di essere stati bersagli o di aver assistito ad atti di bullismo sul posto di lavoro, per un totale di oltre 79 milioni persone coinvolte solo negli Stati Uniti. Si parla di bullismo e cyber bullismo in relazione ai giovani, ma quasi mai in relazione al lavoro. Eppure proprio all’interno degli ambienti lavorativi si sta diffondendo questa nuova forma di vessazione. La conferma arriva dall’approfondimento condotto da Espresso Communication per Great Place to Work Italia.

Non è un fenomeno che riguarda solo gli Stati Uniti

Questo fenomeno, che può includere abusi verbali, condotte offensive, intimidazioni o aggressioni, può causare sia danni fisici sia un crescente stato di angoscia mentale, nonché un alto tasso di assenteismo e rotazione dei dipendenti, bassa produttività, e di conseguenza, danni alla reputazione di un’azienda. Il workplace bullying non è però un fenomeno che riguarda solo gli Stati Uniti, ma anche l’Europa. In Italia non ci sono studi con dati statistici, ma questo non significa che non sia diffuso. In Uk, secondo il portale britannico People Management, più di un quarto dei collaboratori coinvolti in un sondaggio afferma di essere stato vittima di vessazioni all’interno del proprio workplace. E secondo l’Irish Times il 9% dei lavoratori irlandesi ha subito atti di bullismo.

Su Instagram oltre 19mila contenuti con l’hashtag #workplacebullying

Gli effetti psicologici correlati a queste esperienze negative risultano devastanti: i professionisti coinvolti hanno maggiori probabilità di avvertire problemi di salute mentale, come ansia e depressione.
All’interno di questo scenario è nata la figura del responsabile d’azienda, chiamato ad ascoltare il proprio team operativo per trovare soluzioni mirate a mantenere ottimale il benessere organizzativo dell’ambiente di lavoro.
Del resto, il bullismo sul lavoro risulta un topic d’interesse anche sui social: l’hashtag #workplacebullying conta oltre 19 mila contenuti pubblicati su Instagram per raccontare questo problema attraverso il web.

Le aziende devono impegnarsi a sostenere i dipendenti

“La pandemia ha ulteriormente rafforzato una problematica già esistente – afferma Beniamino Bedusa, presidente Great Place to Work Italia -. All’interno di ogni workplace è fondamentale avere, anzi percepire, un clima aziendale e organizzativo produttivo e stimolante. Per questo motivo, i capi d’azienda sono e saranno sempre più importanti. I collaboratori necessitano di essere ascoltati: solo così è possibile trovare soluzioni mirate, tempestive ed efficaci per contrastare un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio in buona parte dell’universo professionale e lavorativo. A tal proposito – aggiunge Bedusa – sono numerosi gli esempi di aziende virtuose che si impegnano quotidianamente per contrastare la problematica: queste imprese, oltre ad ascoltare le singole persone, le supportano all’interno degli ambienti di lavoro e creano iniziative, policy e benefit per occuparsi del loro benessere”.

Febbraio, mese positivo per il mercato del lavoro

Buone notizie sul fronte dell’occupazione, in base a quanto emerge dal bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Secondo le stime, infatti, dovrebbero essere 318mila le entrate programmate dalle imprese a febbraio, in diminuzione di circa 140mila unità rispetto a inizio d’anno ma, grazie alla riapertura di tutte le attività economiche, in marcato aumento rispetto a febbraio 2021 (+102mila unità; +47,0%) quando erano in vigore più ampie restrizioni per il contenimento della pandemia. A frenare un po’ la ripresa, riferisce Italpress, sono soprattutto le prospettive non proprio rosee per quanto riguarda ai rialzi dei costi energetici e alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, nonché la persistente difficoltà a reperire manodopera.

Le entrate nei vari settori

Le maggiori incertezze si riflettono su tutti i comparti del manifatturiero con una flessione pari a -29,5% su base mensile, pur conservando una tendenza positiva rispetto a un anno fa (+27,4%). Negativa anche la congiuntura per le costruzioni (-20,7%) che mantiene comunque una tendenza positiva (+16,7%) rispetto a febbraio 2021. Ancora più accentuata la diminuzione dei contratti programmati dai servizi (-32,5% su base mensile ma +33,8% su base annuale) e in particolare dal commercio (-43,7% su gennaio ma +37,6% rispetto allo scorso anno) sul quale si riflette la maggiore cautela nei consumi delle famiglie per i rincari dei prezzi, a cominciare da quelli energetici. L’industria ha in programma di attivare 110mila contratti, di cui 36mila nelle costruzioni. Per il manifatturiero, che programma complessivamente 74mila entrate, sono alla ricerca di personale soprattutto le imprese della meccatronica con 20mila entrate e quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo che prevedono 17mila entrate, anche se crescono le difficoltà per la filiera dell’automotive che sta affrontando la carenza di materie prime per la componentistica e le sfide della transizione energetica. Più contenute le previsioni delle industrie dei beni di consumo: il sistema moda e le altre manifatturiere con rispettivamente 6mila e 5mila entrate. A trainare la domanda di lavoro del terziario, che nel complesso prevede oltre 207mila contratti, è il turismo che tiene rispetto a gennaio (+400 unità) e incrementa le entrate rispetto a un anno fa (+32mila entrate) quando i flussi turistici a causa dell’emergenza sanitaria e delle limitazioni agli spostamenti erano molto più contenuti. Seguono i servizi alle persone con 38mila entrate, il commercio (35mila) e i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (25mila).

Le figure più richieste (e difficili da reperire)

Un elemento di criticità è la difficoltà, da parte delle imprese, di reperire le figure donne: si tratta di un fenomeno che riguarda il  40% delle entrate programmate, in aumento di un ulteriore punto percentuale rispetto a gennaio. La mancanza di candidati è la causa principale del mismatch (22,9%), seguita dalla preparazione inadeguata (13,9%) e da altri motivi (3,5%). A livello settoriale le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo segnalano una maggiore difficoltà a reperire il personale ricercato pari al 54,6%, seguite dalle costruzioni (51,7%) e dalla meccatronica (49,4%); per il comparto terziario si evidenziano informatica e telecomunicazioni e i servizi alle persone con una quota di difficoltà a reperire i profili ricercati pari rispettivamente a 43,8% e 43,3%. Tra le professioni high skill più difficili da reperire emergono i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (68,4%), i tecnici della salute (59,6%, i tecnici in campo ingegneristico (59,1%) e gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (55,9%); tra le figure operaie le imprese segnalano le maggiori difficoltà per gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (65,1%) e per fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (64,1%).