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Lampade di design: la soluzione per un arredo di stile

Talvolta, per abbellire un angolo di una casa, di ufficio o di negozio, la scelta migliore è quella di puntare su delle lampade di design. Per scegliere la soluzione più adatta a determinati ambienti, bisogna guardare nel dettaglio tutto quello che è il contesto ed inoltre, scegliere anche lo stile giusto per comunicare il messaggio che si vuole.

Di lampade artistiche ve ne sono tantissime e la scelta di quella giusta dipende dai propri gusti personali e anche da quelle che sono le esigenze di spazio.

Vediamo allora insieme quali sono le migliori lampade da design e soprattutto, come scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Le differenti tipologie di lampade artistiche

Vi sono diverse tipologie di lampade artistiche tra cui vale la pena scegliere. Innanzitutto, bisogna distinguerle in lampade da tavolo, lampade da terra e lampade a sospensione.

Le lampade da tavolo rappresentano la più diffusa tipologia di lampada artistica. Talvolta tale elemento può essere realizzato da designer famosi oppure realizzata con dei materiali particolari che la rendono unica nel suo genere. Vi è solo l’imbarazzo della scelta per quanto concerne le forme e le strutture.

Poi vi sono le lampade da terra. Realizzate in vetro oppure stoffa, in metallo o altri materiali: sono strutture che riescono a riprendere delle forme particolari, con elementi di stile unici nel proprio genere.

Talvolta vanno scelte in quanto arrederanno da sole un intero angolo di una casa piccola, di uno studio oppure di un ufficio. Infine, vi sono le lampade a sospensione. Queste lampade di design sono ideali per chi non ha molto spazio, ma non vuole rinunciare ad un elemento di stile unico.

I diversi stili di una lampada artistica

Una lampada artistica può essere realizzata e richiamare gli stili più diversi. Vi sono quelle Decò, quelle con uno stile classico, uno stile moderno oppure uno stile vintage.

La scelta, dipende un po’ da quello che è l’arredamento di insieme ma soprattutto bisogna trovare lampade in grado di sublimare la materia e di riuscire, con forme uniche e particolari a dare un effetto completamente unico all’ambiente in cui desideri inserirle!

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Nuovo climatizzatore: meglio ad inverter o on-off?

Quando abbiamo necessità di individuare il climatizzatore d’aria che possa fare al caso nostro, diventa importante riuscire a capire qual è la loro potenza, quella necessaria per poter lavorare efficacemente su un determinato ambiente, ma anche capirne il funzionamento.

Bisogna sapere innanzitutto che esistono i condizionatori che funzionano con la tecnologia inverter e quelli che funzionano con la tecnologia on-off.

La tecnologia ad inverter

Questa tecnologia permette di poter regolare automaticamente sia la potenza che la velocità con la quale il condizionatore andrà a funzionare. Dunque grazie a questa tecnologia, presente anche in tantissimi modelli di climatizzatori Samsung, è possibile andare a gestire la temperatura all’interno del nostro appartamento così come fanno ad esempio i termostati.

In sintesi, raggiunta la temperatura che è stata impostata, l’inverter rallenterà l’azione del climatizzatore, facendolo funzionare al minimo e dunque tanto quanto è necessario per mantenere la temperatura che è stata raggiunta.

Ciò consente di limitare i consumi dato che non sempre è necessaria la massima potenza, con un risparmio energetico stimato di circa il 30%.

Tecnologia on-off

Questi condizionatori hanno dei consumi di base che sono maggiori rispetto i precedenti. Questo è dovuto al fatto che l’apparecchio lavora sin dall’inizio alla massima potenza, e continua a lavorare in questa maniera a prescindere dalla temperatura presente nella stanza. A questo punto, il climatizzatore si spegne e poi si riavvia (anche in questo caso al massimo della potenza) fino a raggiungere nuovamente la temperatura desiderata.

È chiaro dunque che i primi riescono a consumare meno ed essere più efficienti, il che dovrebbe essere una priorità per quanti desiderano acquistare un nuovo climatizzatore.

La potenza termica

La potenza termica di un apparecchio di questo tipo si misura in BTU, che è il risultato del rapporto tra la quantità di calore che viene scambiato ed il tempo necessario (un’ora). I BTU sono chiaramente correlati alla quadratura della stanza da rinfrescare con il climatizzatore e solitamente per comprendere quale sia la potenza necessaria è sufficiente moltiplicare per 100 il volume della stanza in cui desideriamo installarlo.

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Sculture luminose per valorizzare gli ambienti di casa

Il settore dell’illuminazione domestica è in continua evoluzione, ed oggi il mercato propone prodotti che soddisfano sia le ovvie esigenze di illuminazione che quelle inerenti aspetti più legati alla sfera artistica e decorativa.

Le moderne sculture luminose proposte da FG Art e Design sono infatti  delle strutture “viventi” che si adattano allo spazio e che attraverso il loro innovativo concetto di design consentono la personalizzazione e la valorizzazione di qualsiasi tipo di ambiente.

Stile e design si fondono armoniosamente

Parliamo di soluzioni uniche che combinano magistralmente lo stile classico con il design più innovativo e ricercato: questa è l’essenza di una collezione che trasforma fasci di luce in sculture moderne e sofisticate per la casa. Acciaio, legno e vetro sono i principali materiali cui è affidato il  compito di plasmare queste creazioni fino ad ottenere il risultato desiderato, una perfetta unione di stile e funzionalità che ha lo scopo di risvegliare le emozioni di chi le osserva, senza stancare ma al contrario regalando ogni giorno qualcosa in più.

Le sculture luminose di FG Art e Design creano un universo unico in casa tua, grazie al loro fantastico design e portamento moderno che consente loro di mantenere un aspetto sofisticato e giochi di luce perfetti per illuminare il soggiorno, la sala da pranzo o qualsiasi altro ambiente di casa con creatività e ricercatezza. Un vero e proprio spettacolo in cui la luce è la vera e unica protagonista.

 Una soluzione per ogni ambiente di casa

Sia che la tua esigenza sia quella di valorizzare una parete o angolo che altrimenti risulterebbe essere troppo “spoglio”, sia che tu desideri una scultura luminosa che sia protagonista e che arricchisca un intero ambiente conferendogli un aspetto moderno e accattivante, le sculture luminose che FG Art e Design ti propone possono aiutarti in maniera concreta a raggiungere il tuo scopo.

All’interno del sito ufficiale puoi scorrere la gallery e farti un’idea precisa visionando alcune delle creazioni di questa storica azienda della provincia di Varese.

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La macchina da caffè si veste d’oro e diventa… arte 

In occasione del Salone del Mobile e del relativo Fuorisalone, che anima tutta la città per una settimana, a Milano è possibile scoprire quasi in ogni quartiere installazioni, mostre, eventi e format davvero originali dedicati al design, all’arredo e alla moda. Tra le sorprese dell’edizione 2019 della kermesse, un vero e proprio happening di sette giorni e sette notti, non sono mancati momenti dedicati proprio al mondo del caffè. Tra gli spettacoli più attesi, c’è stata la presentazione della nuova iconica macchina caffè Lavazza, in edizione limitata. Un progetto nato dalla collaborazione fra la celebre azienda del caffè e un’eccellenza italiana del design come Gufram.

La macchina in versione gold

Nasce proprio così Deséa Golden Touch: un’opera d’arte in cui l’ultima nata in casa Lavazza per la preparazione del caffè a casa si veste con una livrea dorata, grazie all’interpretazione originale di questi marchio del design italiano. L’edizione limitata di Desèa – ce ne sono solo 10 esemplari! – è stata presentata a Milano nel distretto del design Ventura – Centrale, nella location degli ex magazzini della stazione trasformati da Lavazza e Gufram in un caveau di una banca, che conserva preziosi lingotti di caffè. Deséa Golden Touch ha la superficie della scocca simile a pelle dorata e increspata da onde. “Il colore oro della Deséa Golden Touch by Gufram evoca poi il valore della qualità Lavazza e l’inestimabile impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel processo di coltivazione, selezione, trasformazione e distribuzione del caffè” fanno sapere le due aziende coinvolte nel progetto”. “Questa Deséa in edizione limitata è frutto della collaborazione tra Lavazza e Gufram, due aziende piemontesi che uniscono le loro forze per portare il design italiano nel mondo – ha aggiunto Pietro Cacace, responsabile Marketing macchine di Lavazza -. Quello del single serve è il segmento più dinamico del caffè e in Italia comprende circa 7 milioni di famiglie, soprattutto le più giovani”.

Lavazza a Modo Mio

Deséa fa parte della grande famiglia del sistema Lavazza a Modo Mio, che comprende appunto diverse tipologie di macchine da caffè e le relative capsule preparate con le celebri miscele di casa Lavazza. Le macchine sono compatte, dal design moderno e pop: tra i tanti plus, sono  proposte a un prezzo vantaggioso e sono di facile manutenzione e utilizzo. Tra i modelli di spicco del brand c’è anche un “compatta” particolarmente amata dagli italiani: è la macchina Lavazza a Modo Mio Tiny, dalle linee decisamente pop, coloratissima e dal minimo ingombro. Le capsule del sistema, poi, sono disponibili in numerosissime referenze di caffè, con tanti tipi di miscele e aromi, così come esistono le apposite capsule per realizzare altre bevande calde come il caffè ginseng o l’orzo. Macchine da caffè, così come capsule originali e compatibili, sono disponibili anche su CialdaMia, il il portale italiano del caffè in cialde e capsule di qualità. Qui, semplicemente registrandosi gratuitamente, è possibile fare shopping sia di macchine sia di scorte di capsule a prezzi sempre molto vantaggiosi: e senza nemmeno doversi muovere da casa o dall’ufficio!

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La camera d’albergo perfetta? Comoda, silenziosa e ben accessoriata

“Sia per gli uomini d’affari che per i turisti, la qualità delle stanze è il motivo principale alla base della scelta di un hotel”: lo dice il report sulla  fedeltà ai brand alberghieri di PwC, una recente ricerca che ha analizzato nel profondo le motivazioni per cui le persone optano per una struttura alberghiera piuttosto che un’altra.  L’analisi è stata poi elaborata da Trivago,  primario portale on line per la comparazione dei prezzi degli hotel di tutto il mondo. Le indicazioni a disposizione del comparto sono davvero interessanti.

Gli ospiti vogliono di più

In estrema sintesi, quello che emerge con forza dagli studi è che i clienti degli hotel vogliono di più, molto di più, di un semplice tetto sulla testa, per quanto possa essere confortevole. Quello che desiderano è un’esperienza a 360 gradi, in cui la camera è un elemento fondamentale, a prescindere dalle stelle e dalla categoria della struttura. Gli ospiti, quindi, desiderano essere viziati, sorpresi, coccolati. E la differenza la fanno i dettagli, gli accessori, i servizi. Qui un excursus di quello che non dovrebbe mai mancare in una stanza d’albergo.

Cuscini e lenzuola

Il letto deve essere comodo. In fondo, si va in albergo perché si è lontani da casa e si desidera un nido caldo e accogliente dove riposarsi. Ovviamente, cuscini e lenzuola devono essere all’altezza. Se possibile, quindi, dovrebbero essere posizionati sul letto cuscini di diverso grado di morbidezza e altezza. E, soprattutto, le lenzuola dovrebbero essere di materiali naturali, traspiranti e ovviamente immacolate e ben stirate. Nei mesi più freddi, poi, sarebbe opportuno vestire il letto con un soffice piumone, sempre pulitissimo.

Asciugamani

Se per le mani si possono anche posizionare nel bagno degli asciugamani elettrici, per la doccia gli asciugamani dovrebbero essere grandi, bianchi, morbidi e in perfetto stato. Gli asciugamani di qualità danno un senso di lusso. Attenzione anche alle misure: quelli per il corpo devono coprire… tutto il corpo. Spesso le stanze d’hotel non sono singole e anche chi viaggia per lavoro potrebbe condividere lo spazio con un collega.

Dotazioni in bagno

Mai senza sapone, anche in dispenser, shampoo, kit di cortesia. E’ una piccola coccola che però fa la differenza. Idem per l’asciugacapelli, che non deve mai mancare in un albergo che possa definirsi tale. Per non correre il rischio di incorrere in furti o manomissioni, gli albergatori possono installare un phon da parete: quelli moderni sono belli, dal design ricercato e soprattutto offrono alte prestazioni a fronte di consumi energetici davvero contenuti. Per avere un’idea di quello che propone il mercato, Mediclinics è un’azienda specializzata in questa tipologia di prodotti, oltre che in asciugamani elettrici, dispenser, fasciatoi e accessori per l’hotellerie. Agli alberghi, offre una linea di asciugacapelli da parete quali piccoli phon a pistola con funzionamento a grilletto (in modo che non possano rimanere accesi incustoditi), o in alternativa quelli con tubo estendibile in plastica. Sempre funzionali, sempre disponibili, sono pensati esclusivamente per l’utilizzo privato in camera.

Bevande e wifi

Spesso i clienti si lamentano dei prezzi stratosferici del minibar. Un piccolo omaggio, ma assai gradito, è quello di far trovare in camera una bibita e dell’acqua in bottiglia senza sovrapprezzo. La stessa cosa, dovrebbe accadere per il wifi, che già oggi è gratuito nella maggior parte delle strutture di un certo livello.

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Giacche Freaky Nation | Qualità e voglia di osare

Hai già dato un’occhiata al nuovo catalogo Freaky Nation? Questo marchio giovane e anticonformista, nato nel 2007 e da subito in grado di conquistare l’attenzione di chi ama indossare giacche e abbigliamento in pelle in grado di stupire, presenta una collezione che non ha paura di osare con la sua eccentricità. Parliamo di un gruppo, quello Manipol di cui Freaky Nation fa parte, che è leader nella produzione di capi in pelle nonchè garanzia di qualità che deriva dall’oculata selezione delle materia prima da impiegare e dall’assoluta meticolosità applicata in ciascuna delle fasi di lavorazione. È proprio questo mix esplosivo fatto di qualità e voglia di osare a regalare ad ogni creazione Freaky Nation quello stile giovane ed inconfondibile, che va aldilà degli schermi per consentire a ciascuno di vestire mostrando agli altri parte della propria personalità e del modo di intendere la vita.

Su Revolution Concept Store trovi le più belle giacche Freaky Nation, e puoi riceverle comodamente a casa in pochi clic. L’ottima galleria fotografica, a tua disposizione per ogni singola scheda prodotto, ti aiuterà a comprendere meglio le caratteristiche del capo che stai osservando, e non dovrai far altro che selezionare la tua misura prima di aggiungere il prodotto al carrello. Potrai decidere se ritirare la merce direttamente in negozio o se farla spedire a casa, e pagare con tutta la comodità e sicurezza di Paypal o optare per il contrassegno se lo preferisci. Potrai anche decidere di completare il tuo acquisto aggiungendo all’ordine uno degli ottimi accessori proposti, tra i quali occhiali da sole, profumi, cinture, cappelli, borse e zaini, tra tutti. Sfrutta inoltre la possibilità di ricevere un coupon sconto sul tuo prossimo acquisto inserendo l’apposito codice al momento del check-out, grazie al quale è possibile ottenere una riduzione di prezzo anche fino al 30%!

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Sistemi di controllo degli accessi Cotini srl

Garantire la sicurezza sul luogo di lavoro significa anche gestire in maniera sicura gli accessi, riuscendo efficacemente ad impedire l’accesso ai non autorizzati alle aree in cui viene svolta l’attività lavorativa. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante in questo settore, e sono presenti in commercio sistemi di controllo accessi di ultima generazione in grado di garantire tutta la sicurezza necessaria ai lavoratori. I sistemi progettati e commercializzati da Cotini srl rappresentano l’avanguardia in questo settore, soluzioni innovative personalizzabili in base alle specifiche esigenze di ogni cliente e per questo in grado di rappresentare un reale valore aggiunto. I sistemi sviluppati da Cotini srl e basati su centralina ad esempio, consentono di avere un efficace controllo sul flusso di lavoratori che effettuano l’accesso in una specifica area, e gestiscono i lettori che permettono ai lavoratori di potersi fare identificare.

Ogni centralina legge i dati che vengono inviati dal lettore e li paragona con quelli già caricati in archivio, così da determinare chi può avere accesso e chi meno a quella specifica zona o area ad accesso limitato. Il passaggio degli utenti è tracciato in tempo reale, e questo è un altro fattore da tenere in considerazione in ottica sicurezza perché consente in qualsiasi momento di sapere con precisione chi si trova all’interno dei locali, il che è di fondamentale importanza in caso di emergenze che richiedono una rapida evacuazione. La centralina gestisce comunque le regole di accesso che possono essere programmate in base alle richieste del cliente, per cui sarà possibile ad esempio consentire ai lavoratori l’accesso in una specifica zona ma non in un’altra, oppure consentir loro di poter accedere ma soltanto in determinati giorni della settimana o particolari fasce orarie. I sistemi Cotini srl sono dunque una soluzione assolutamente concreta ed efficace per la gestione degli accessi in azienda. Contatta il recapito telefonico 024580780 per informazioni di ogni tipo o per esporre le tue specifiche necessità.

In viaggio per lavoro: sì, ma solo se c’è flessibilità

C’è voglia di tornare alla piena normalità, anche per quanto riguarda molti aspetti della vita professionale. E per i business traveller italiani il discorso è ancora più attuale: dopo diversi mesi di stop più o meno forzato, e comunque di tantissime limitazioni, ora si aprono le condizioni per tornare a viaggiare. Sì, ma con quali modalità? È il quesito che si è posto SAP Concur nella ricerca “Global Business Traveller and Travel Manager Survey 2021” commissionata tra aprile e maggio 2021 con l’obiettivo di mettere in evidenza l’entusiasmo dei viaggiatori d’affari italiani e globali nel rimettersi in viaggio. 

Pronti a partire il 95% dei viaggiatori d’affari

La ricerca evidenzia che il 95% dei viaggiatori d’affari italiani è disposto a viaggiare per lavoro nei prossimi 12 mesi, ma soddisfare le loro richieste di flessibilità potrebbe rivelarsi essenziale per il successo a lungo termine delle aziende. Parallelamente a questo desiderio, però, dalla survey emerge che il 78% dei viaggiatori d’affari italiani teme che la ridotta possibilità di viaggiare nei prossimi 12 mesi possa danneggiarli personalmente e professionalmente. Le principali preoccupazioni includono difficoltà nello sviluppo e nel mantenimento di relazioni commerciali (45%), minori guadagni (39%) e mancato avanzamento di carriera (27%). Sono inoltre preoccupati del fatto che la riduzione dei viaggi d’affari abbia portato la loro azienda a firmare un numero minore di nuovi accordi (39%), a rinnovare meno contratti (35%) e a rimanere indietro rispetto alla concorrenza (31%).

Le condizioni le faccio io

La voglia di tornare a viaggiare si muove però di pari passo alla volontà di poterlo fare alle proprie condizioni, e questa esigenza è particolarmente avvertita dai business traveller italiani. L’81% dei nostri connazionali (percentuale più alta tra tutti i mercati intervistati, che si riduce al 68% a livello globale) dichiara apertamente di voler tornare a viaggiare per lavoro ma alle proprie condizioni: in particolare, desidera avere maggiore controllo sull’itinerario con la flessibilità come fattore determinante per più di 2 viaggiatori su 3 (il 69%). Più di un terzo reputa poi essenziale la scelta delle proprie sistemazioni preferite (37%), così come la possibilità di prenotare i propri viaggi direttamente attraverso i siti web dei fornitori, come compagnie aeree o hotel (36%). A parte gli obiettivi aziendali, il desiderio di poter rimettersi in viaggio è motivato anche dalla possibilità di vedere posti nuovi (61%), prendersi una pausa dalla vita quotidiana (53%) e stabilire legami personali con clienti e colleghi (52%). Ci sono infine alcune precise richieste in merito alla sistemazione e alla tipologia di viaggio: gli italiani sono particolarmente interessati a soggiornare in hotel più grandi (38%), a evitare scali aeroportuali (34%), a prediligere le trasferte nazionali (34%) e quelle a breve distanza (34%).

Il futuro del settore Non Food dopo la pandemia

L’Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy offre una fotografia sull’universo dei consumi extra alimentari, sia sul fronte della domanda sia dell’offerta, nonché dell’andamento degli acquisti e dell’evoluzione della rete commerciale, fisica e virtuale. E ha scoperto che niente è più come prima. La pandemia ha sparigliato le carte, e riaperto i giochi nel mondo dei prodotti non alimentari di largo consumo, determinando acquisti in pesante calo in alcuni settori merceologici e formati distributivi. Ma anche spingendo lo sviluppo di altri prodotti e canali commerciali. Impossibile, quindi, pensare al futuro del Non Food senza approfondire quel che è successo in Italia nell’anno della pandemia.

Vendite in calo del -9,5% rispetto al 2019

Nel 2020 i 13 comparti monitorati dall’Osservatorio hanno ottenuto 93,5 miliardi di euro di vendite, in calo del -9,5% rispetto al 2019. Questo risultato ha interrotto bruscamente l’andamento positivo, seppure lento, degli anni precedenti, e nel 2020 la rinuncia agli acquisti ha accomunato 11 dei 13 comparti merceologici rilevati nell’Osservatorio.  Gli unici ad aver chiuso il 2020 con una crescita delle vendite sono stati l’edutainment, e l’elettronica di consumo (+6,3%). Tra gli 11 comparti merceologici in calo annuo, la forbice della riduzione del sell-out è stata piuttosto ampia, con valori che vanno dal -2,0% dei prodotti di automedicazione al -17,5% degli articoli per lo sport. Il crollo più pesante del 2020 è stato quello di abbigliamento e calzature (-26,5%), superato nel 2020 dall’elettronica di consumo, diventato il comparto più importante nel Non Food per valore delle vendite.

Solo i Factory Outlet chiudonoil 2020 con un aumento del numero di negozi 

A fine 2020 la distribuzione moderna non alimentare contava in Italia 29mila punti vendita appartenenti a poco meno di 300 gruppi presenti in 20 differenti comparti merceologici. L’Osservatorio li ha raccolti in sei tipologie, di cui cinque hanno chiuso l’anno con una rete vendita in calo: agglomerati centrali urbani, centri commerciali, parchi commerciali, aree urbane periferiche, nei luoghi di passaggio e di traffico. Gli unici ad aver chiuso il 2020 con un aumento del numero dei negozi sono i Factory Outlet (+0,7%). Nel 2020, al contrario, le vendite via web sono risultate in crescita, sia per giro d’affari che per quota di mercato in 12 dei 13 comparti analizzati. Unica eccezione, i prodotti per la fotografia.

Crescono le forme di distribuzione alternativa

L’altro fenomeno commerciale del Non Food nel 2020 è stata la crescita delle forme di distribuzione alternativa, come vendite a domicilio o per corrispondenza, nei distributori automatici e nell’e-commerce, aumentate a valore del 13,9%. I lockdown hanno penalizzato i centri commerciali, ora chiamati a riposizionarsi come luoghi di ristoro ed entertainment e non solo di shopping. La ricerca di comodità e convenienza, driver importanti nel Non Food, gioca poi a favore dei Factory Outlet e dei parchi commerciali. 
E il perdurare dello smart working, con la maggior presenza dei consumatori nei centri minori e nelle periferie urbane, può rappresentare un’occasione di rilancio per le polarità commerciali extraurbane.

Italiani ancora “digiuni” di competenze digitali

Anche se Internet ormai fa parte della nostra quotidianità, per gran parte dei nostri connazionali le competenze digitali restano… un miraggio. Solo un italiano su 2, infatti, è in grado di cavarsela con il web e le sue dinamiche. Lo rivela  il Digital Skill Voyager,  il nuovo strumento per la valutazione delle competenze digitali offerto gratuitamente dai PID – Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio. Entrando nel merito dei risultati di questo test, che ha coinvolto oltre 2mila tra studenti, lavoratori e manager, si scopre che solo 3 su 10 possono definirsi coach e addirittura soltanto il 3,8% della popolazione è leader e vanta competenze digitali avanzate. Insomma, c’è ancora molto da fare, come sottolinea anche il presidente di Unioncamere, Andrea Prete: “L’Italia sta affrontando a grande velocità la transizione digitale. Per portarla a pieno compimento, però, non bastano le tecnologie, serve il capitale umano che sappia utilizzarle, arricchendo ed innovando il proprio lavoro quotidiano. Occorre lavorare ancora di più, quindi, sulle competenze dei singoli cittadini e delle imprese, ambito prioritario di intervento dei Pid delle Camere di commercio”. 

Più alto il titolo di studio migliori le competenze

Qualche competenza in più sembrano averla i laureati che, in 4 casi su 10, rientrano nelle categorie dei coach digitali o degli e-leader a fronte del 21,6% dei diplomati. Certo è che anche tra quanti posseggono un titolo di studio elevato o addirittura un post-laurea i neofiti e gli allievi digitali sono ancora oltre la metà. 
Se il 51,3% degli impiegati, che rappresentano il gruppo più cospicuo di persone che si sono cimentate con il Digital Skill Voyager (43,5%), è solo “allievo” digitale, oltre un terzo vanta competenze di medio-alto livello. I manager (che sono il 9,2% dei partecipanti al test) mostrano una preparazione più avanzata, con il 43,7% che raggiunge i livelli di coach e e-leader (ma anche un 44,3% di “allievi”). Peggiore il posizionamento degli imprenditori (che sono l’11% dei 2mila partecipanti): più del 70% è alle prime armi con Internet (20,5% i neofiti, 51,5% gli allievi) e solo il 28% ha abilità superiori.

Cos’è Digital Skill Voyager

Digital Skill Voyager è un test online, impostato con le tecniche della gamification. Il viaggio che l’utente si trova ad affrontare nel tempo è composto da cinque tappe: Era Preistorica: Digitalizzazione di base. Era antica: Comunicazione e condivisione. Era medioevale: Pensiero computazionale e Coding. Era moderna: Tecnologie digitali e le loro applicazioni. Era futura: Innovazione e Sostenibilità.  Alla fine del percorso, in base alle risposte fornite, si ottiene una valutazione che consente di scoprire in quale area si è collocati: neofita digitale, allievo digitale, coach digitale oppure un digital-leader. 

Green Pass, occhio alla truffa che arriva via WhatsApp

I criminali informatici sono sempre attentissimi all’attualità e ai temi che più interessano l’opinione pubblica, così da sfruttarli a loro favore e far cadere nella trappola gli utenti sprovveduti. Non poteva mancare, quindi, una truffa legata al Green Pass, l’argomento più sentito dell’estate. Il Codacons ha già inviato un’allerta in merito a una frode che “viaggi” attraverso WhatsApp, l’app di messaggistica più diffusa al mondo. Insomma, bisogna stare attenti non solo alla propria salute, ma anche ai messaggi che si ricevono sul proprio telefonino.

Link pericolosi da non aprire

Sulla base delle segnalazioni ricevute, il Codacons rivela che in queste settimane molti utenti stanno ricevendo un messaggio: “In questo link puoi scaricare il certificato verde Green Pass Covid-19 che permette di muoversi liberamente in tutto il territorio nazionale senza mascherina”. Si tratta di un messaggio assolutamente falso. La truffa è stata ideata per acquisire dati personali e coordinate bancarie. Infatti, cliccando sul link l’ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale con numerosi loghi simili agli originali. Proseguendo nella navigazione sul sito, all’utente viene chiesto di inserire i propri dati bancari/personali con l’obiettivo di usarli fraudolentemente. Insomma, in pochissimo tempo dall’introduzione del Green Pass sono partite vere e proprie operazione truffaldine, che fanno leva sull’inesperienza degli utenti. ovviamente la prima indicazione è quella di non aprire assolutamente il link, ma anzi di segnalare simili iniziative alla Polizia Postale.

Il Green Pass, quello vero, si ottiene così

Per ottenere il Green Pass “vero” è necessario essersi sottoposti almeno alla prima dose di vaccino, oppure aver fatto un tampone dal risultato negativo nelle 48 ore prima oppure essere guariti dal Covid-19 da non più di sei mesi. Il documento si scarica unicamente attraverso i canali ufficiali attivati dal Governo.

Commercio di Green Pass contraffatti

Oltre alle truffe informatiche, che rimandano a siti in grado di rubare i dati sensibili degli utenti in buonafede, si è aperto sul web un vero e proprio mercato di documenti contraffatti (e ovviamente illegali). Ad esempio sul social Telegram sono già stati individuati soggetti che vendono Green Pass falsi a una prezzo compreso fra i 100 e i 200 euro. Si tratta di una pratica fraudolenta e rischiosa, anche perché tutti i soggetti abilitati (compresi i proprietari e gestori di locali aperti al pubblico, oltre che le forze dell’ordine) possono verificare la veridicità e l’autenticità del documento utilizzando l’apposita app di verifica nazionale.

Italiani e vacanze 2021, preferite le mete nazionali alla scoperta dei borghi

Durante l’estate 2021 saranno 33,5 milioni gli italiani che andranno in vacanza almeno per qualche giorno. Rispetto allo scorso anno, l’estate 2021 fa infatti registrare una sostanziale stabilità nelle partenze (-1%), anche se quest’anno in molti hanno scelto di ritardare il periodo vacanziero, concentrato nei mesi di luglio, e soprattutto di agosto. Anche le vacanze 2021 evidenziano una netta preferenza degli italiani verso le mete nazionali. Tanto che ben un italiano su tre, il 33%, in vacanza resterà all’interno della propria regione, e sono solo il 6% coloro che prevedono di andare all’estero

Spiaggia al primo posto, ma tiene il turismo in montagna e quello di prossimità

È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè, dalla quale si evidenzia che a pesare di più sulla scelta di andare in vacanza sono nell’ordine le difficoltà economiche, la paura del contagio e i timori per il futuro. A cambiare profondamente rispetto allo scorso anno è invece la presenza di turisti stranieri, con un balzo del 32% fra luglio e agosto secondo le proiezioni di Coldiretti su dati Isnart. Se la spiaggia resta la meta preferita degli italiani, spiega Coldiretti, tiene il turismo in montagna e quello di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi.

Ricerca del cibo e vino locali è la prima voce del budget di spesa

La maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto di riaprire le seconde case di proprietà, o di alloggiare in quelle di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono le pensioni e gli alberghi, e molto gettonati risultano anche gli agriturismi. Tra gli svaghi preferiti, secondo l’analisi di Coldiretti, c’è la ricerca del cibo e del vino locali, diventata la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2021, con circa un terzo della spesa per consumi al ristorante, street food, ma anche per l’acquisto di souvenir.

L’Italia è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico

D’altronde, riporta una notizia Ansa, l’Italia è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico, grazie al primato dell’agricoltura più green d’Europa. Questo grazie a 315 specialità a indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, oltre a 5266 prodotti tradizionali regionali censiti lungo tutta la Penisola. E con più di 80 mila operatori biologici l’Italia e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie aderenti alla rete nazionale Campagna Amica.

Nel 2020 le vendite di alimenti “free from” sfiorano 7 miliardi di euro

Per rispondere alle esigenze di chi soffre di allergie o intolleranze alimentari i clienti dei supermercati italiani possono oggi scegliere tra quasi 13.700 prodotti alimentari “free from” e oltre 10 mila formulati. Si tratta di un’offerta in continua crescita e diversificazione, per un business che nel 2020 ha visto le vendite di alimenti “free from” sfiorare i 7 miliardi di euro, e quelle di prodotti per intolleranti superare 4 miliardi di euro, in aumento rispettivamente del +3,3% e del +4,6% rispetto al 2019. Nel 2020 continua quindi la crescita dei prodotti senza glutine o lattosio, ma si affermano altri claim “senza”, come “senza antibiotici”, “senza polifosfati”, “senza glutammato”, “senza latte” e “non fritto”. A monitorare l’andamento del mercato è la nona edizione l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha preso in esame i risultati di vendita di oltre 120 mila prodotti di largo consumo, pari all’82,6% del fatturato di supermercati e ipermercati in Italia.

Tutti i claim “senza” registrano performance in crescita rispetto al 2019

Il paniere più consistente è quello dei prodotti alimentari “free from”, che nel 2020 incide per il 18,0% sul totale dei prodotti monitorati dall’Osservatorio, e per il 25,0% sul giro d’affari complessivo. Tutti i 17 claim rilevati hanno registrato performance in crescita rispetto al 2019, grazie soprattutto alla componente della domanda (+6,1%), con aumenti che vanno dal +1,2% di “senza conservanti” (5,8% dei prodotti), a +41,3% di “senza antibiotici” (0,2%). Il 2020 è stato un anno di crescita anche del comparto dei prodotti rivolti a chi soffre di allergie o intolleranze alimentari, che ha contribuito per il 14,4% alle vendite totali del paniere food. La performance è stata sostenuta da una domanda positiva (+8,3%) e un’offerta arrivata al 13,4% del paniere complessivo rilevato.

Il segmento più dinamico è quello dei prodotti “senza lattosio”

Il segmento più importante, sia come valore delle vendite sia come numero di referenze, è quello del gluten free, a cui appartengono il claim “senza glutine” (+5,0% di vendite) e il marchio Spiga Barrata rilasciato dall’Associazione italiana celiachia (+3,9%). Il segmento più dinamico del 2020 è stato quello dei prodotti “senza lattosio”, arrivati a quota 2.141 referenze per un aumento del +6,7% del giro d’affari. All’area valoriale del “lactose free” appartiene il claim emergente “senza latte”, rilevato su 478 prodotti, che hanno chiuso il 2020 con un aumento di +11,4% delle vendite.

Accelerano le vendite di etichette “senza polifosfati” e “senza glutammato” 

Sono altri due i claim affacciati in etichetta e intercettati dall’Osservatorio: “senza lievito” (+3,7% di vendite), e “senza uova”, che hanno visto salire il sell-out del +0,1% rispetto al 2019. Da rilevare anche l’accelerazione nelle vendite di prodotti alimentari presentati in etichetta come “senza polifosfati” (+12,6%), “senza glutammato” (+10,5%), “senza aspartame” (+10,0%), e di quelli con il claim “non fritto” (+10,5%).

Istat, volano i prezzi delle case nel primo trimestre 2021

Il Covid, le limitazioni che per lungo tempo ci hanno accompagnato, la crisi economica… Nonostante tutti questi fattori, che sembrerebbero poter “remare contro”, il comparto immobiliare italiano sta registrando una grandissima vivacità. Insomma, gli italiani non rinunciano alla voglia di casa, e realizzano questo desiderio in tempi apparentemente così duri. A indicare questa tendenza è l’Istat, che ha reso note le statistiche preliminari relative ai prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, nel primo trimestre 2021.

Aumento dell’1,1%

Come segnala l’Istituto di Statistica, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane aumenta dell’1,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,5% nel quarto trimestre 2020).
“Nonostante la persistenza dell’emergenza sanitaria, con i dati del primo trimestre 2021 – ha spiegato l’Istat – si conferma il trend di crescita dei prezzi delle abitazioni avviatosi nel terzo trimestre 2019. I prezzi delle abitazioni nuove registrano un aumento la cui ampiezza non si vedeva dal secondo trimestre 2011 (quando fu pari a +4,1%) mentre le abitazioni esistenti mostrano prezzi in risalita per il quinto trimestre consecutivo. Le prime evidenze territoriali segnalano come la crescita riguardi tutte le articolazioni territoriali per le quali è calcolato l’Ipab”.

In salita soprattutto i prezzi delle abitazioni nuove

L’aumento tendenziale dell’indice dei prezzi è da attribuire sia ai prezzi delle abitazioni nuove che crescono del 3,9%, in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente (quando era +1,8%), sia ai prezzi delle abitazioni esistenti che aumentano dell’1,2% (rallentando lievemente da +1,3% del quarto trimestre 2020). Questi andamenti si manifestano in un contesto di forte aumento dei volumi di compravendita (+38,6% la variazione tendenziale registrata per il primo trimestre del 2021 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale), influenzato, tuttavia, dal marcato ridimensionamento del numero di transazioni registrate nello stesso trimestre dello scorso anno a causa delle restrizioni introdotte a partire da marzo 2020 per contrastare la pandemia.

In crescita anche i valori su base congiunturale

Le buone notizie per il settore immobiliare di casa nostra non sono finite. A confermare la tendenza positiva ci sono anche i dati su base congiunturale: l’aumento dell’indice (+1,1%) è dovuto sia ai prezzi delle abitazioni nuove che crescono dello 0,9% sia a quelli delle esistenti che aumentano dell’1,1%. Il tasso di variazione acquisito dell’Ipab per il 2021 è positivo e pari a +0,7%.

Per la Generazione Z la priorità è recuperare il tempo perduto

Nell’aria si respira un cauto ma discreto ottimismo, e con l’allentamento delle misure di sicurezza sono soprattutto le generazioni più giovani a iniziare a pianificare come poter recuperare il tempo trascorso in quarantena, ovvero, il tempo ‘perduto’.  Uno studio condotto da Pinterest evidenzia come nel mondo post-pandemia, grazie anche a prospettive più positive, i giovani desiderino fare tutto ciò a cui hanno dovuto rinunciare per mesi, cercando attivamente l’ispirazione per tornare a viaggiare, organizzare feste, e sfruttare occasioni future in cui poter sfoggiare look e make up audaci. E la generazione Z, ovvero i nati fra il 1997 e il 2010, è il segmento di pubblico che più degli altri è alla guida delle ultime tendenze.

Obiettivo vacanze, le ricerche aumentano

Non è un caso che le ricerche di questa fascia di utenti su Pinterest siano quasi raddoppiate rispetto all’anno scorso (+96%), mentre quelle per utente sono aumentate del 31%. Le ricerche riflettono infatti il desiderio dei giovani di ‘cogliere l’attimo’ e tornare a vivere. Tra gli utenti della generazione Z, le ricerche di “destinazioni vacanze da sogno” sono infatti aumentate di 13 volte, quelle di “vacanze di lusso” di 6 volte e quelle di “consigli per fare le valigie” sono quadruplicate. Che sia per il breve o per il lungo termine, i più giovani stanno pianificando la prossima vacanza e anche l’acquisto di prodotti come “zainetti carini” (+2x) e “look da viaggio per ragazza” (+20x).

Organizzare una festa indimenticabile

Tra le persone c’è tanta voglia di socialità, e la generazione Z, in particolare, sta cercando nuovi modi per divertirsi con gli amici e organizzare feste memorabili. Gli utenti di questa fascia di età investono tempo ed energie in feste a tema, come “idee festa a tema Euphoria” (+43x), “feste a tema eccezionali” (+8x), e “festa cena con delitto” (+7x).
Cercano anche idee di outfit per ogni occasione. Le ricerche di “outfit per cena romantica” sono aumentate di 30 volte, quelle di “outfit appuntamento al bar” di 9 volte, e quelle di “acconciature per feste” di 6 volte.

Cosa indossare al posto della tuta e make up audace

Mentre si fa sempre più concreta la possibilità di superare la pandemia, gli utenti della generazione Z esprimono tutta la gioia e la positività attraverso il look. Durante il lockdown, hanno avuto modo di scoprire il proprio vero stile, ma adesso mostrano di voler trasformare le idee in realtà. Tra le ricerche che vanno per la maggiore, riferisce Ansa, ci sono articoli di moda come “pantaloni zebrati” (+14x), “gonna scozzese” (+12x) e “gioielli hippie” (+16x). La bellezza è da sempre una delle categorie più popolari di Pinterest e la generazione Z non fa eccezione. I suoi utenti sono alla ricerca di idee e prodotti per dare vita a make up che non passino inosservati. Le ricerche di “makeup e-girl” sono aumentate di 45 volte, quelle di “trucco alternativo” di 60 volte, e quelle di “makeup occhi creativo” di 24 volte.

Le imprese dell’area euro a maggio rafforzano l’attività. Indice Pmi in salita

A maggio 2021 le imprese europee rafforzano la propria attività, con l’indice Pmi, il Purchasing managers index, che arriva a sfiorare quota 60 punti, un punteggio che si attesta sui massimi da 3 anni, mentre il flusso di ordini in entrata risulta ai massimi in 15 anni. Si tratta di un dato elaborato dalla società di ricerche Ish Markit, che sviluppa l’indice Pmi, per il quale se 50 punti rappresentano la soglia di ‘neutralità’ oltre i 50 rappresentano la crescita e sotto i 50 la recessione. Secondo Ish Markit sull’insieme di industria e servizi dell’area euro questo indicatore a maggio è passato precisamente dai 53,8 di aprile ai 56,9 punti di maggio, il punteggio massimo da 39 mesi.

Terziario a 55,1 punti, il manifatturiero quasi invariato a 62,8 punti

Sempre secondo la società di ricerche a migliorare decisamente è anche il settore terziario, con il relativo indice Pmi passato a maggio a 55,1 punti rispetto i 50,5 del mese precedente, mentre il manifatturiero nei due mesi è rimasto quasi invariato a 62,8 punti. L’ottimismo per i prossimi 12 mesi continua quindi a segnare nuovi record. D’altronde, anche gli indicatori dei prezzi aumentano, e come rileva Ish Markit nel manifatturiero toccano il massimo storico. Questo perché la domanda continua a superare l’offerta per molti prodotti e servizi.

Un miglioramento dovuto alla diminuzione delle misure anti contagio

“Con la riapertura dell’eurozona a seguito dell’allentamento delle restrizioni anti Covid-19, la domanda per beni e servizi all’interno della regione è cresciuta al tasso più alto in 15 anni – afferma il capo economista di Ish Markit, Chris Williamson -. Le misure di contenimento del virus sono diminuite al livello più basso dallo scorso ottobre, facilitando quindi il miglioramento. La crescita sarebbe stata ancora più forte se non fosse stato per i ritardi record nella catena di distribuzione e per le difficoltà nel riattivare velocemente l’attività delle aziende al fine di soddisfare la domanda, specialmente nel riavvio delle assunzioni”.

Pressione dei prezzi sui beni e aumento delle tariffe per i servizi

Secondo Williamson però lo squilibrio tra offerta e domanda ha aggiunto ulteriori pressioni sui prezzi, riferisce Askanews. “La durata di queste pressioni inflazionistiche dipenderà da quanto velocemente l’offerta si allineerà con la domanda – puntualizza Chris Williamson -. Al momento però il divario sta peggiorando, causando la più forte pressione dei prezzi sui beni mai registrata dall’indagine, e l’aumento delle tariffe per i servizi”.

Le donne italiane vogliono vedere le influencer senza filtri

Selfie ritoccati, utilizzo abbondante di filtri che migliorano l’aspetto, per apparire più belle e più giovani su Instagram e i social in generale. Una tendenza che “colpisce” soprattutto le influencer, la cui necessità di essere considerate un modello da seguire e imitare, è un imperativo.

Ma non tutti sono d’accordo sull’uso di filtri e ritocchi virtuali. Nelle scorse settimane è stato realizzato uno studio sull’utilizzo dei filtri nei social network, e secondo i risultati della ricerca oltre l’80% delle intervistate ha dichiarato che vorrebbe vedere le persone come realmente sono, e non modificate dai filtri.

L’autorità di controllo della pubblicità inglese dice no

Si tratta di un sondaggio realizzato da Twelab, il brand specializzato in cosmetica per under 30, al quale hanno partecipato oltre 800 ragazze e donne delle principali città italiane, con età compresa tra i 18 e i 30 anni. Lo studio è nato in seguito alla decisione dell’ASA, l’autorità di controllo della pubblicità inglese, di vietare l’uso dei filtri nei post sponsorizzati degli influencer per prodotti di make up e skincare.

Su Instagram le immagini sono troppo modificate e non rappresentano la realtà

In ogni caso, dal sondaggio condotto in Italia è emerso che l’84,3% delle intervistate ritiene che le immagini postate su Instagram siano troppo modificate e non rappresentino la realtà, mentre il 15,7% pensa, al contrario, che la questione “non crei alcun disturbo”.

In Italia non esistono normative a riguardo, ed è per questo motivo che Twelab ha deciso di promuovere la causa inserendo il payoff forget filters, ovvero “dimentica i filtri”, in tutta la comunicazione dei suoi prodotti, vietando quindi alle influencer con cui collabora di usare filtri che alterino i risultati dei prodotti delle linee per la skincare. Nel sito dell’azienda si legge infatti: “La nostra visione è quella di un mondo dove ogni donna possa sentirsi bella per com’è, senza filtri, senza ‘Photoshop’. Il nostro pay off ‘forget filters’ è la nostra visione”.

No a pubblicità che non mostrano l’aspetto reale della pelle

Ma oltre al Regno Unito, anche altri Paesi si stanno muovendo o si sono già mossi nella stessa direzione. A partire dalla Francia, che già nel 2017 aveva promulgato una legge con la quale si obbligavano a indicare con il termine “fotografia ritoccata” tutte le immagini commerciali nelle quali il soggetto è stato ritoccato. Le autorità ora si stanno focalizzando in particolare su tutti i filtri che possono cambiare la grana o il colorito della pelle, e quindi alterare l’effetto dei prodotti pubblicizzati. Diremo veramente addio alle influencer senza filtro? Chissà. Per ora la questione è stata sollevata.