Lampade di design: la soluzione per un arredo di stile

Talvolta, per abbellire un angolo di una casa, di ufficio o di negozio, la scelta migliore è quella di puntare su delle lampade di design. Per scegliere la soluzione più adatta a determinati ambienti, bisogna guardare nel dettaglio tutto quello che è il contesto ed inoltre, scegliere anche lo stile giusto per comunicare il messaggio che si vuole.

Di lampade artistiche ve ne sono tantissime e la scelta di quella giusta dipende dai propri gusti personali e anche da quelle che sono le esigenze di spazio.

Vediamo allora insieme quali sono le migliori lampade da design e soprattutto, come scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Le differenti tipologie di lampade artistiche

Vi sono diverse tipologie di lampade artistiche tra cui vale la pena scegliere. Innanzitutto, bisogna distinguerle in lampade da tavolo, lampade da terra e lampade a sospensione.

Le lampade da tavolo rappresentano la più diffusa tipologia di lampada artistica. Talvolta tale elemento può essere realizzato da designer famosi oppure realizzata con dei materiali particolari che la rendono unica nel suo genere. Vi è solo l’imbarazzo della scelta per quanto concerne le forme e le strutture.

Poi vi sono le lampade da terra. Realizzate in vetro oppure stoffa, in metallo o altri materiali: sono strutture che riescono a riprendere delle forme particolari, con elementi di stile unici nel proprio genere.

Talvolta vanno scelte in quanto arrederanno da sole un intero angolo di una casa piccola, di uno studio oppure di un ufficio. Infine, vi sono le lampade a sospensione. Queste lampade di design sono ideali per chi non ha molto spazio, ma non vuole rinunciare ad un elemento di stile unico.

I diversi stili di una lampada artistica

Una lampada artistica può essere realizzata e richiamare gli stili più diversi. Vi sono quelle Decò, quelle con uno stile classico, uno stile moderno oppure uno stile vintage.

La scelta, dipende un po’ da quello che è l’arredamento di insieme ma soprattutto bisogna trovare lampade in grado di sublimare la materia e di riuscire, con forme uniche e particolari a dare un effetto completamente unico all’ambiente in cui desideri inserirle!

Primo trimestre 2021, aumenta l’importo medio dei mutui richiesti

Tra gennaio e marzo 2021 l’importo medio richiesto agli istituti di credito per i mutui è cresciuto del 2,5%, arrivando a 137.479 euro. Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi, e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa.

“Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato a offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti – spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it – tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia”.

Secondo l’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it aumenta anche la durata del piano di ammortamento medio, che probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a 23 anni.

Aumenta il tasso fisso

Sebbene le condizioni applicate dalle banche siano rimaste favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso, e questo ha prodotto un lieve aumento dei tassi fissi. Il rincaro è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%.

Ancora basso il tasso variabile, ma più di 9 mutuatari su 10 scelgono il fisso

Ancora molto basso, invece, il tasso variabile. Ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio è pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili. Secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, a oggi non si è registrata un’inversione di tendenza, e più di 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso. L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo Facile.it nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 22%.

Addio alla surroga? Niente affatto

Va considerato, però, che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti. Inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico, se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo, e che negli scorsi anni, tanti italiani hanno già approfittato di questa opportunità. Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora. Nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia.

 

Gli italiani over 60 italiani sono sempre più tech

Gli over 60 italiani non hanno paura delle nuove tecnologie, anzi: le gestiscono sempre di più, in assoluta autonomia. La fotografia del rapporto fra la generazione d’argento e il mondo hi-tech è stata scattata da AstraRicerche per conto di Emporia, produttore di smartphone, app e feature phone per la generazione over 60, e ha riservato numerose sorprese. Innanzitutto, anche gli italiani più “grandi” sono in grado di prendere decisioni autonome in termini di acquisto e supporto nell’utilizzo dei dispositivi mobile: anche senza aiuti di figli e nipoti, le persone anziane decidono per sé e si autogestiscono. I dispositivi cellulari sono infatti diventati una seconda natura per gli anziani. E rappresentano uno strumento importante non solo per combattere la solitudine, ma anche per affrontare tutti gli impegni della vita quotidiana.

Alla tecnologia ci penso io

Qualche dato che conferma questo cambiamento epocale, e che chi opera nel settore dovrà tenere presente: il 65,1% degli intervistati dichiara di aver completato il processo di acquisto del proprio dispositivo telefonico mobile da solo. Mentre solo il 24,5% degli intervistati dichiara di aver lasciato l’onere a figli o parenti di altro grado. Però, nonostante questa disinvoltura, le informazioni necessarie a completare l’acquisto rimangono comunque prerogativa di persone terze. Infatti il 30,3% del campione intervistato si affida per consigli e suggerimenti a parenti e amici. Seguito da un 27,6% che si lascia guidare dal personale di vendita. Con internet, che lascia intendere una ricerca autonoma da parte del senior, al 20,7%. In ogni caso dai dati risulta che solo una piccola parte dei senior si disinteressa totalmente al processo di acquisto (17,2%), evidenziando una centralità delle persone over 60 nell’intero processo decisionale. Un po’ diverso è invece il discorso relativo al primo utilizzo del nuovo device:  il 51,9% degli intervistati ha infatti dichiarato che, nei primi momenti di uso del loro cellulare, non ha avuto bisogno di aiuto, mentre il 39,7% si è affidato ai parenti.

Lo smartphone preferito rispetto a modelli “facili”

Gli italiani più in là con l’età non hanno paura nemmeno dei modelli più recenti. Ne è conferma il fatto che il 71,1% del campione preferisce un modello con tastiera touch e funzionalità integrate rispetto al tradizionale telefono clamshell o con tasti fisici. Inoltre questa percentuale si compone principalmente di senior nella fascia di età più giovane, che va dai 65 ai 74 anni. Solo il 10,5% di intervistati invece dichiara di non possedere alcun dispositivo mobile. E chi non ce l’ha – in prevalenza over 75 – afferma che la scelta è motivata dalla scomodità e dai prezzi alti. Anche le app non suscitano nessun timore, specie se si tratta di quelle di messaggistica che hanno permesso di non avvertire la solitudine nel locakdown: il 70,2% le utilizza senza problemi.

Nuovo climatizzatore: meglio ad inverter o on-off?

Quando abbiamo necessità di individuare il climatizzatore d’aria che possa fare al caso nostro, diventa importante riuscire a capire qual è la loro potenza, quella necessaria per poter lavorare efficacemente su un determinato ambiente, ma anche capirne il funzionamento.

Bisogna sapere innanzitutto che esistono i condizionatori che funzionano con la tecnologia inverter e quelli che funzionano con la tecnologia on-off.

La tecnologia ad inverter

Questa tecnologia permette di poter regolare automaticamente sia la potenza che la velocità con la quale il condizionatore andrà a funzionare. Dunque grazie a questa tecnologia, presente anche in tantissimi modelli di climatizzatori Samsung, è possibile andare a gestire la temperatura all’interno del nostro appartamento così come fanno ad esempio i termostati.

In sintesi, raggiunta la temperatura che è stata impostata, l’inverter rallenterà l’azione del climatizzatore, facendolo funzionare al minimo e dunque tanto quanto è necessario per mantenere la temperatura che è stata raggiunta.

Ciò consente di limitare i consumi dato che non sempre è necessaria la massima potenza, con un risparmio energetico stimato di circa il 30%.

Tecnologia on-off

Questi condizionatori hanno dei consumi di base che sono maggiori rispetto i precedenti. Questo è dovuto al fatto che l’apparecchio lavora sin dall’inizio alla massima potenza, e continua a lavorare in questa maniera a prescindere dalla temperatura presente nella stanza. A questo punto, il climatizzatore si spegne e poi si riavvia (anche in questo caso al massimo della potenza) fino a raggiungere nuovamente la temperatura desiderata.

È chiaro dunque che i primi riescono a consumare meno ed essere più efficienti, il che dovrebbe essere una priorità per quanti desiderano acquistare un nuovo climatizzatore.

La potenza termica

La potenza termica di un apparecchio di questo tipo si misura in BTU, che è il risultato del rapporto tra la quantità di calore che viene scambiato ed il tempo necessario (un’ora). I BTU sono chiaramente correlati alla quadratura della stanza da rinfrescare con il climatizzatore e solitamente per comprendere quale sia la potenza necessaria è sufficiente moltiplicare per 100 il volume della stanza in cui desideriamo installarlo.

Covid-19 e informazione, Tv e internet le fonti principali

Da quando è iniziata la pandemia la principale fonte di informazione sul Covid-19 finora sono stati la televisione e internet. Il 42,7% degli italiani ritiene poi di avere un ottimo livello di conoscenze sulla vaccinazione contro il Covid-19, mentre per il 23,3% il proprio livello di conoscenza è scarso o sufficiente, e circa un terzo lo considera discreto.  Si tratta di alcuni dati evidenziati dall’indagine condotta dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa su un campione di oltre 12.300 italiani.

Gli over 65 si considerano i più sicuri delle proprie conoscenze

Se la fonte di informazione principale sul Covid-19 finora sono stati la tv (66,6%) e internet (45,3%), a sentirsi più sicuri delle proprie conoscenze risultano gli over 65 (48,7%), mentre a considerarsi più disinformati sono gli intervistati di età compresa tra i 45 e i 54 anni (26,9%). Nel prossimo futuro però la maggior parte degli italiani vorrebbe poter ottenere maggiori informazioni sul Coronavirus, in particolare sui vaccini anti-Covid, su come funzionano e sugli eventuali effetti collaterali. Ma di chi vorrebbero essere più informati? Direttamente dalle istituzioni sanitarie (54,6%), riporta una notizia Ansa, oppure da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta (45,5%), o da medici specialisti (34,5%).

Vaccinarsi si o no? Dipende dall’efficacia del vaccino, ma non solo

L’indagine inoltre ha analizzato i fattori che possono aumentare la propensione a vaccinarsi, come il tempo necessario a vaccinarsi o le modalità di prenotazione. Dall’indagine quindi è emerso che la probabilità di vaccinarsi tra gli intervistati aumenta quando il luogo della somministrazione del vaccino è più accessibile e facilmente raggiungibile, oppure quando l’efficacia del vaccino è maggiore, il tempo necessario per vaccinarsi è minore, e quando l’appuntamento per la vaccinazione è comunicato e confermato automaticamente, a meno di cancellazione.

Gli interventi suggeriti per aumentare l’adesione alla campagna vaccinale

Sempre secondo l’indagine, al contrario, la propensione a vaccinarsi cala quando il rischio di effetti collaterali è maggiore e la maggioranza della popolazione è contraria alla vaccinazione. Tra gli interventi suggeriti per aumentare ancora di più l’adesione alla campagna vaccinale, oltre a inserire nei siti web regionali e aziendali una sezione informativa sull’efficacia e i rischi dei vaccini, “ci dovrà essere senz’altro una strategia di comunicazione mirata, condivisa e unica, semplice e comprensibile anche a chi è meno istruito”, commenta Sabina Nuti, rettrice della Scuola S. Anna di Pisa.

Sculture luminose per valorizzare gli ambienti di casa

Il settore dell’illuminazione domestica è in continua evoluzione, ed oggi il mercato propone prodotti che soddisfano sia le ovvie esigenze di illuminazione che quelle inerenti aspetti più legati alla sfera artistica e decorativa.

Le moderne sculture luminose proposte da FG Art e Design sono infatti  delle strutture “viventi” che si adattano allo spazio e che attraverso il loro innovativo concetto di design consentono la personalizzazione e la valorizzazione di qualsiasi tipo di ambiente.

Stile e design si fondono armoniosamente

Parliamo di soluzioni uniche che combinano magistralmente lo stile classico con il design più innovativo e ricercato: questa è l’essenza di una collezione che trasforma fasci di luce in sculture moderne e sofisticate per la casa. Acciaio, legno e vetro sono i principali materiali cui è affidato il  compito di plasmare queste creazioni fino ad ottenere il risultato desiderato, una perfetta unione di stile e funzionalità che ha lo scopo di risvegliare le emozioni di chi le osserva, senza stancare ma al contrario regalando ogni giorno qualcosa in più.

Le sculture luminose di FG Art e Design creano un universo unico in casa tua, grazie al loro fantastico design e portamento moderno che consente loro di mantenere un aspetto sofisticato e giochi di luce perfetti per illuminare il soggiorno, la sala da pranzo o qualsiasi altro ambiente di casa con creatività e ricercatezza. Un vero e proprio spettacolo in cui la luce è la vera e unica protagonista.

 Una soluzione per ogni ambiente di casa

Sia che la tua esigenza sia quella di valorizzare una parete o angolo che altrimenti risulterebbe essere troppo “spoglio”, sia che tu desideri una scultura luminosa che sia protagonista e che arricchisca un intero ambiente conferendogli un aspetto moderno e accattivante, le sculture luminose che FG Art e Design ti propone possono aiutarti in maniera concreta a raggiungere il tuo scopo.

All’interno del sito ufficiale puoi scorrere la gallery e farti un’idea precisa visionando alcune delle creazioni di questa storica azienda della provincia di Varese.

Per l’85% dei manager cambiare governance fa bene all’economia locale

I cambi di governance, come acquisti, cessioni, fusioni, fanno bene all’economia locale. Lo pensa l’85% degli imprenditori e manager che hanno partecipato alla ricerca Governance Change di Fondirigenti, realizzata sul territorio di Reggio Emilia dal Cis, la Scuola per la gestione d’impresa che fa capo alla Confindustria di Reggio Emilia. L’indagine è stata condotta su un gruppo di imprese, quasi tutte oggetto di acquisizione, dove però è stato mantenuto il livello occupazionale preesistente, senza operare tagli.

Un aspetto decisivo che determina la sopravvivenza di molte Pmi

Le operazioni di fusioni, cessioni, acquisti, “costituiscono un’importante fonte di dinamismo per il tessuto industriale locale, uno stimolo alla trasformazione di modelli organizzativi tradizionali e a volte obsoleti, una risorsa per affrontare i mercati globali con la forza necessaria”, si legge nella ricerca, e comportano “un aumento delle responsabilità del manager”.

“Il cambio di governance – sottolinea Costanza Patti, direttore generale di Fondirigenti – rappresenta per le piccole e medie aziende italiane un aspetto così decisivo da determinarne in molti casi la sopravvivenza, ed è di assoluta importanza che venga attuato con strategie oculate, come suggerisce questa ricerca”.

I gruppi cinesi rispettano di più la cultura aziendale locale

Fra gli imprenditori che hanno abbracciato il progetto, c’è però anche chi ha comunicato esperienze di segno negativo, caratterizzate da “prepotenza culturale” dei nuovi partner o nuovi acquirenti, con uno scarso rispetto della specificità e dei punti di forza locali. Sotto questo aspetto, per quanto riguarda le cessioni a gruppi stranieri, se il “modello di incorporazione” anglosassone, ancor più nella versione Usa, tende a imporre le proprie soluzioni a livello globale, è sorprendente che a usare la “mano leggera” rispetto alla cultura aziendale locale siano i gruppi cinesi, con una forma di integrazione più strategica che strettamente operativa, riporta Adnkronos/Labitalia.

Più cessioni all’estero che acquisizioni da parte di imprese regionali

Il progetto si è realizzato in una regione, l’Emilia Romagna, particolarmente caratterizzata dai cambi di governance. Solo nel 2019 sono avvenute circa 200 tra fusioni e acquisizioni, un quinto di tutte le operazioni realizzate in Italia. Si rilevano poi più cessioni all’estero che acquisizioni da parte di imprese regionali, e gli imprenditori stranieri più attivi sono gli americani (60 operazioni) i francesi (42) e le aziende del Regno Unito (33). In Italia, invece, secondo il dati forniti dalla rete di servizi professionali Kpmg, tra il 2010 e il 2019 ci sono state 40 miliardi di acquisizioni estere da parte di aziende italiane, e soltanto 16,6 miliardi di acquisizioni italiane di aziende straniere. Anche se nel 2020, nonostante il Covid, il trend sembra essersi invertito.

Italiani e spesa online, i prodotti più acquistati nel 2020

Come sono cambiati i comportamenti di consumo degli italiani nell’anno della pandemia da Covid-19? Secondo i dati della seconda edizione del Report Annuale di Everli, il marketplace della spesa online, il 2020 ha registrato un incremento a tripla cifra (+208%) degli acquisti online rispetto al 2019, e nella top 10 dei prodotti più acquistati al primo posto sale la categoria frutta e verdura, spodestando formaggi, salumi e gastronomia, scesi in quarta posizione. Seguono i prodotti per colazione, dolciumi e snack (2°), e al 3° latte, burro e yogurt. Mentre nelle retrovie si trovano surgelati e gelati (9°), insieme ai prodotti per la cura e l’igiene personale (10°), che perdono entrambi una posizione rispetto al ranking dell’anno precedente.

L’impatto del Covid-19 sul carrello

Complice l’emergenza sanitaria, durante il 2020 Everli evidenzia un’impennata a quattro cifre degli acquisti online di guanti e prodotti per la pulizia della casa, insieme a preparati per pane e pizza fatti in casa (+5046%), e ai prodotti per la cura delle mani (+4615%). Il volume maggiore di acquisti si è concentrato soprattutto nei mesi di aprile e maggio, con una flessione nel periodo da luglio a settembre, per poi tornare a crescere nuovamente in concomitanza con la seconda ondata dell’emergenza tra novembre e dicembre. Gli italiani però si confermano abitudinari: seppure con piccole differenze nel corso dei 12 mesi, il lunedì mattina rimane il momento preferito per dedicarsi alla spesa, soprattutto tra le 10 e le 11.

Bolzano al primo posto per acquisti di frutta e verdura

Quanto alla classifica che incrocia le province italiane e le categorie di prodotti, Bolzano si posiziona al primo posto tra le 10 province italiane per il volume di acquisti di frutta e verdura. Negli ultimi dodici mesi il 90% delle spese online della provincia ha riguardato proprio i prodotti di questa categoria. Nel 2020 però è l’Emilia Romagna a confermarsi come la regione più sana d’Italia con 4 province in classifica. Forlì-Cesena e Modena, sul podio rispettivamente al 2° e 3° posto, Bologna (6°) e Parma, che scende in picchiata di sette posizioni rispetto al 2019, classificandosi ottava.

Rovigo al top per dolci e alcolici, Lodi per carne e pesce

Rovigo si aggiudica invece il primato come provincia più golosa e per l’acquisto di alcolici online: più di 8 carrelli su 10 hanno contenuto almeno un dolce (85%), e quasi 1 su 2 (47%) vino, birra e altre bevande alcoliche. Il podio goloso procede con Livorno (2°) e Forlì-Cesena (3°), mentre quello alcolico vede in seconda posizione Mantova, seguita da Livorno. Quanto agli acquisti più significativi di carne e pesce sono stati registrati in Lombardia. In particolare a Lodi (1°), con il 36% della spesa complessiva annuale locale. A farle compagnia, al secondo posto, Pavia (35%), a pari merito con Rovigo. Chiude il podio a un solo punto percentuale di distanza la città di Parma.

Per gli italiani la ripresa deve affrontare la crisi climatica

Per il 60% degli italiani la ripresa economica post-pandemica deve tenere conto dell’emergenza climatica. È quanto rilevato dall’indagine della Bei sul clima, che misura gli atteggiamenti e le opinioni dei cittadini europei sui cambiamenti climatici. In particolare, il 68% degli italiani afferma che la pandemia di Covid-19 sia la sfida maggiore che l’Italia deve affrontare, ma il 92% sostiene che i cambiamenti climatici incidano sulla propria vita quotidiana, e l’80% si dichiara a favore di misure governative più stringenti di contrasto ai cambiamenti climatici.

La classifica delle preoccupazioni

La crisi causata dal Covid-19 scompiglia quindi l’ordine di importanza delle sfide. L’indagine rileva che al centro dell’attenzione degli italiani ci sono le conseguenze economiche della crisi causata dal Covid-19. La classifica delle preoccupazioni vede pertanto dopo la pandemia, la disoccupazione (63%), la crisi finanziaria (47%) e i cambiamenti climatici (32%), scesi però di nove punti rispetto al 2019. Per il 92% degli italiani, comunque, i cambiamenti climatici incidono nella vita quotidiana, una percentuale superiore del 17% rispetto alla media europea (75%). Questa opinione sembra prevalere in particolare tra la popolazione femminile (94%) della fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni (97%), riporta Adnkronos.

Il governo dovrebbe promuovere una crescita a basso impatto di CO2

La maggior parte degli italiani ritiene comunque che l’azione per il clima sia essenziale per la ripresa economica post-pandemia di Covid-19.

Prevalgono coloro che considerano la ripresa economica post-pandemica strettamente legata all’emergenza climatica, e ritengono che il governo dovrebbe promuovere una crescita a basso impatto di CO2 e resiliente sotto il profilo climatico. Si tratta di una percentuale (60%) di tre punti superiore alla media europea (57%). Il 40% degli intervistati italiani afferma inoltre che il governo dovrebbe usare qualsiasi mezzo per stimolare l’economia nell’interesse di una rapida crescita economica.

L’80% degli italiani è favorevole a misure governative più stringenti

Insomma, gli italiani si aspettano che il loro Paese si impegni di più nella lotta contro i cambiamenti climatici. L’80% degli italiani, contro il 70% della media degli europei, è favorevole a misure governative più stringenti e correttive dei comportamenti individuali per contrastare i cambiamenti climatici. Solo il 35% degli italiani ritiene che l’Italia sia in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici, una percentuale di sei punti inferiore alla media europea (41%). Viceversa, il 57% degli italiani crede che l’Ue europea svolga un ruolo di primo piano nella lotta contro i cambiamenti climatici, una percentuale più bassa di quasi 10 percentuali della media europea (66%).

Mercato podcast, in Italia cresciuto del 15% in un anno

Il podcast è giovane: questa modalità di fruizione di contenuti piace soprattutto alla fascia d’età 18-24 anni, che attraverso questa modalità ricerca in particolar modo approfondimenti sui più diversi temi. E’ quanto emerge dalla ricerca annuale Nielsen per Audible, presentata in questi giorni. Ma non solo: il podcast continua a crescere, conquistando sempre nuove fasce di mercato. I contenuti audio di qualità in Italia segnano infatti un balzo in avanti significativo: nel 2020 i cosiddetti “podcaster” sono stati quasi 14 milioni, il 15% in più sui circa 12 milioni del 2019. Ma chi sono gli “ascoltatori”? Si tratta di persone che hanno ascoltato almeno un podcast durante quest’anno, in cui pandemia e il conseguente lockdown hanno accelerato i consumi digitali. Di questo i podcast hanno beneficiato – per un utente su quattro è cresciuto il consumo digitale di questi contenuti audio – delineando una “nuova normalità”: la maggior parte delle persone che ha aumentato la frequenza di ascolto di podcast durante il primo lockdown ha infatti poi mantenuto lo stesso livello di ascolto anche successivamente. Segno che la nuova abitudine si è consolidata nel comportamento quotidiano degli italiani.

I contenuti preferiti

Quali sono però i contenuti più ascoltati? Tra gli argomenti in crescita rispetto al 2019 troviamo news e attualità, approfondimenti tematici (apprezzati soprattutto dalla fascia più giovane di ascoltatori, dai 18 ai 24 anni), formazione e self-help. Anche i contenuti per bambini, utilizzati come intrattenimento dalle famiglie in questo particolare momento storico, hanno incrementato i risultati positivi. Del resto in vetta alla classifica dei motivi per cui ascoltiamo podcast c’è il bisogno di informarsi (dato in forte crescita rispetto al 2019), e a seguire il relax e il desiderio di scoprire nuovi contenuti che possano appagare la propria voglia di crescita. La ricerca di divertimento invece accomuna la fascia più giovane di ascoltatori (18-24 anni).

Cresce anche il tempo dell’ascolto

Parallelamente all’utilizzo, aumenta rispetto al 2019 anche il tempo di ascolto:  ogni sessione dura in media quasi 25 minuti (in crescita rispetto ai quasi 23 del 2019), mentre i più appassionati, i cosiddetti ‘heavy users’ dedicano oltre 30 minuti di ascolto a sessione (contro i 27 del 2019). Ancora, è in aumento il numero di coloro che ascoltano questo tipo di contenuti ogni giorno (6%), mentre è stabile rispetto all’anno passato la frequenza,  con il 28% degli intervistati che ascolta un podcast almeno una volta alla settimana. Non sorprende infine che sia la casa – a maggior ragione in questo anno anomalo – sia il luogo preferito per ascoltare podcast.